Imola. Ricordo molto bene com’era Imola mezzo secolo fa: ciò dimostra che non ho perso la memoria ma la cosa non mi rallegra e non mi sento di dire che va tutto bene! Molte delle industrie metalmeccaniche, vanto della città, sono chiuse o fortemente ridimensionate. Non è solo colpa della crisi perché questo processo è iniziato trent’anni fa quando l’industria “tirava” ancora a pieno ritmo. L’edilizia ha costruito immense “torri” rimaste inutilizzate come cattedrali nel deserto… poi la crisi!
Non solo il lavoro ma anche il senso civico degli abitanti è sceso ai minimi storici. Portando in giro il cane di notte, oltre all’aggressione subìta quattro anni fa, ho visto bande di ragazzini che escono di casa col preciso intento di rompere e danneggiare. Le foto che invio, sono solo una piccola testimonianza.
Due delle tre panchine metalliche a termine del campo di calcio fra viale Marconi e via Volta, sono state piegate: sono un progettista meccanico… bisogna tirare con una forza di oltre mezza tonnellata per riuscirci. Ho visto sull’erba i segni del passaggio di un’auto arrivata da viale Marconi!
I tavoli di legno nel giardino a fianco alla palestra di via Volta, sono o sradicati o pericolanti perché sono stati asportate le due traverse che bloccano l’oscillazione orizzontale.
Analoga panchina a lato di via Andreini, è senza schienale e senza le due traverse.
Nei giardini dietro alla chiesa di San Domenico, ci sono tre faretti che dovrebbero illuminarla di notte: sono protetti da vetri anti-sfondamento accuratamente sfondati con impegno.
Tutti i distributori di palette per cani sono stati saccheggiati e distrutti, nell’area cani dietro la Coop è stata danneggiata la fontana dove potevano abbeverarsi i cani e sono stati rubati perfino i pali messi per addestrare i cani a fare “agility-dog”!
Girando di notte, vedo specchietti retrovisori rotti, biciclette piegate, cartacce, bottiglie e cartoni di vino abbandonati ovunque… lavatrici, frigoriferi, televisori, salotti a camere da letto accanto ai bidoni del rusco!
I giardini di San Domenico, sono impraticabili per un disabile sulla sedia a rotelle e, di notte, pericolosi anche per chi non è disabile a meno che non abbia una pila che gli permetta di scansare buche profonde oltre 10 centimetri: c’è veramente da farsi male anche senza fare brutti incontri.
Certo è più bello e facile parlare di quello che va bene ma è mia opinione che – di tanto in tanto – valga la pena parlare anche di quello che potrebbe e dovrebbe essere migliorato.
Forse un giorno all’anno di “educazione civica” nelle scuole non farebbe male e… riparare le buche farebbe anche risparmiare costosi risarcimenti perché, prima o poi, qualcuno presenterà il conto!

(Gian Franco Bonanni)