Imola. Una rotatoria intitolata ai “Lavoratori ingiustamente licenziati”. E’ quella posta all’intersezione tra le vie Selice, della Resistenza e Galvani. La cerimonia avverrà mercoledì 1° maggio, alle ore 9.
Servirà a ricordare “tutti i lavoratori licenziati per rappresaglia politica, per motivi religiosi, per motivi sindacali o comunque per ricordare tutti i lavoratori licenziati in violazione di diritti fondamentali”.

La prima richiesta di individuare un luogo cittadino da intitolare a chi, a causa delle proprie idee, ha perduto il proprio posto di lavoro, risale al 2006 e porta la firma dell’Associazione nazionale licenziati per rappresaglia politico – sindacale – religiosa della Provincia di Bologna. Nella lettera, inviata all’Amministrazione comunale nel settembre di quell’anno, si faceva riferimento alle battaglie condotte dai lavoratori negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso per ottenere l’attuazione dei diritti costituzionali nei luoghi di lavoro, ad esempio sicurezza, tutele da infortuni e malattie, diritto sindacale di riunione e libera stampa tra i lavoratori. Per questo, spiegava la lettera, “venivamo bastonati, uccisi, incarcerati e processati o licenziati”. Anche a Imola avvennero episodi di tal genere, basti ricordare il caso Cogne, nel 1953, quando 150 operai e 12 impiegati vennero licenziati per rappresaglia politica.

La richiesta (oggetto anche di solleciti successivi da parte anche della Cgil di Imola) è stata sottoposta in questi anni alla valutazione della commissione Toponomastica del Comune di Imola la quale ha dato il proprio via libera, proponendo l’intitolazione poi confermata dalla Giunta.

In merito alla vicenda la Camera del lavoro di Imola ha emesso un comunicato che pubblichiamo di seguito.

In riferimento alle polemiche apparse sulla stampa in merito alla rotatoria che sarà inaugurata il 1° maggio si ritiene utile fare alcune specificazioni che in questi giorni molti lavoratori ci hanno richiesto.
Il Comitato provinciale dell'Associazione Nazionale Licenziati per rappresaglia politico-sindacale-religiosa il 19/6/2006 inviò al Comune di Imola (così come ad altri Comuni della Provincia) la richiesta di installare una targa ricordo di questi lavoratori perchè Imola fu un Comune duramente colpito dalla repressione operaia negli anni '50.
In particolare nel nostro territorio furono duramente colpiti i lavoratori della Cogne e della Fornace Gardelli.
In quegli anni gli ex partigiani, gli operai militanti comunisti, socialisti e iscritti alla Cgil vengono sistematicamente espulsi dalle fabbriche senza motivazione se non quella della discriminazione ideologica. Per capire meglio cosa succedeva ne “Il Nuovo Diario” del 26 gennaio 1952 si poteva leggere: «La Cogne deve immunizzarsi dal virus” comunista, verso un riordinamento della fabbrica. Dalla Breda alla Caproni, dalle Reggiane alla Ducati, il comunismo ha tentato di trasformare questi complessi in tante sezioni comuniste: alla Cogne di Imola il “virus” comunista aveva gravemente intaccato l'organismo. Noi diciamo al colonnello Borla e all'ing. Colombo continuate nella vostra opera risanatrice della Cogne e andate fino in fondo». Il 30 marzo 1952, 19 impiegati ricevono la lettera di licenziamento e il 7 ottobre 1953 si licenziano 162 lavoratori (12 impiegati e 159 operai) di cui 85 ex partigiani.
Nel corso di questi anni furono fatti diversi solleciti, anche da parte di Cgil e Anpi, fino ad arrivare nel 2011, anno in cui l'Amministrazione deliberò l'installazione di una targa per ricordare tutti i lavoratori licenziati per rappresaglia politica, per motivi religiosi, per motivi sindacali.
Il 1° maggio sarà intitolata una rotatoria a Imola posta tra via Selice e della Resistenza ai Lavoratori ingiustamente licenziati alla cui cerimonia parteciperanno anche i rappresentanti del Comitato provinciale Licenziati per rappresaglia politico-sindacale-religiosa e alcuni tra i lavoratori vittime delle rappresaglie di quegli anni.
A nostro parere sarebbe stato utile indicare anche negli inviti spediti dall'Amministrazione comunale il riferimento a questi lavoratori e ricordare gli episodi di cui tanti lavoratori furono vittime. Contemporaneamente riteniamo che si possa individuare anche un altro luogo più adeguato per inserire una targa che ricordi nello specifico quegli episodi avvenuti nella nostra città perchè in molti casi, nonostante siano passati molti anni, hanno ancora una straordinaria attualità.