Caro direttore,

oltre alla politica, che sembra fare di tutto per deprimere la nazione, c’è la burocrazia: è una lotta all’ultimo sangue per contendersi la sfiducia degli italiani e quanto mi accingo a raccontare, lo prova.

Immaginiamo una famiglia composta da quattro persone: una signora di mezza età, sua sorella, il figlio e la moglie del figlio. Si trovano senza lavoro ma con una certa somma disponibile e decidono di aprire un’attività a gestione famigliare: produzione e vendita di pasta fresca.

Comprano un immobile a due piani in un paesino del lago di Garda: sopra c’è l’appartamento dove abitano tutti insieme e – al piano terreno – ristrutturano creando il laboratorio e il punto vendita.

Tralascio il rocambolesco racconto dei permessi, dei ritardi, dei mesi perduti nell’attesa di cose che richiedevano un “nulla” di tempo per essere evase: cito solo il minimo indispensabile per esprimere il concetto.

Chiedono a loro se hanno l’acqua potabile:  “Certo che l’abbiamo! Ci è fornita dal Comune!”

“Il Comune vi da acqua potabile all’uscita del contatore ma noi dobbiamo verificare che sia potabile all’uscita del rubinetto del laboratorio!”

Non sono state ascoltate ragioni: si è dovuto procedere ad un prelievo e all’analisi dell’acqua presa al rubinetto!

La via di fuga: un negozietto di 20 metri quadrati ha una porta di ingresso a due ante di un metro ognuna… si aprono dall’interno tramite maniglione semplicemente a spinta: è stata imposta l’apertura di un’altra porta nel muro laterale!

I ratti: sia il punto vendita che il laboratorio sono completamente piastrellati tranne nel soffitto e tutto poggia su scaffalature di cemento a muro… dove possono alloggiare i topi? Sono state imposte quattro “preziose” e ingombranti trappole di una ditta autorizzata che rimarranno li venti anni a intralciare chi lavora senza servire assolutamente a nulla.

L’insegna: sotto i 5 metri quadrati, non si paga nulla per l’insegna e la famigliola fa bene i suoi calcoli: una insegna di 2,4 metri quadri sulla porta più una, scritta ambo i lati, all’angolo della via: 1,2 metri quadri su ogni lato per un totale di 4,8 metri quadri! Ma la burocrazia riesce a sovvertire le regole matematiche “arrotondando” i valori al “mezzo metro” superiore! 2,4 si arrotonda a 2,5… i due lati dell’insegna piccola, da 1,2 sono arrotondati a 1,5 ognuno perciò la somma diventa, per incanto, 2,5 + 1,5 + 1,5 = 5,5 metri quadri col costo di quasi 300 € all’anno!

Le tre donne lavorano in negozio e laboratorio mentre il figlio pensa agli approvvigionamenti, all’amministrazione e all’adempimento di tutte le pratiche burocratiche: di tanto in tanto, aiuta in laboratorio ma non deve farsi vedere perché c’è un bagno solo, come nell’appartamento al piano superiore! In casa è legale che lui vada nello stesso bagno della moglie e di sua madre… ma, al piano di sotto, a tre metri di distanza, dovrebbe avere un bagno tutto per lui… è demenziale!

Anche lo Stato però vuole la sua parte: sono a credito di Iva di decine di migliaia di euro: forse, e solo fra un anno, riceveranno qualcosa.

Chissà perché non mi sono sorpreso quando mi hanno detto che stanno cercando di trasferire la loro attività in Svizzera nel Canton Ticino e mi chiedo: “Ma quanti fratelli ha il Comandante Schettino”?

(Gian Franco Bonanni)