Imola. “La legge 22 febbraio 2000, n. 28, “Disposizioni sulla parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali” concerne il divieto per tutte le amministrazioni pubbliche, dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto,di svolgere attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace svolgimento delle proprie funzioni”

Il divieto, sancito dall’art.9 della legge n. 28/2000, copre ogni forma di propaganda con qualsiasi tecnica e a qualsiasi scopo effettuata”.  E' quanto ricorda il candidato a sindaco di “Insieme si vince” Andrea Zucchini che sferra un duro attacco al sindaco Daniele Manca.

“In base ad esso, le amministrazioni devono astenersi non solo dalle manifestazioni volte ad appoggiare le liste o i candidati impegnati nel confronto elettorale (propaganda elettorale in forma diretta), ma anche da tutti gli interventi che, avendo come finalità principale la promozione dell’immagine politica o dell’attività istituzionale dell’ente, favoriscano una rappresentazione positiva o negativa di una determinata opzione elettorale (propaganda elettorale in forma mediata).
Attraverso il divieto di propaganda istituzionale si realizza un’ipotesi di applicazione concreta del principio di imparzialità dell’agire amministrativo stabilito dall’art.97 della Costituzione, la cui importanza è particolarmente evidente nel periodo immediatamente precedente la consultazione elettorale. La ratio della norma – spiega Zucchini – è quella di prevenire i rischi di interferenza e le distorsioni che la comunicazione degli enti pubblici potrebbe indurre rispetto ad una libera consultazione elettorale.  Si intende così evitare che l’attività di comunicazione realizzata dalle amministrazioni durante questo periodo sensibile possa sovrapporsi ed interagire con l’attività propagandistica svolta dalle liste e dai candidati, dando vita ad una forma parallela di campagna elettorale, sottratta a qualsiasi tipo di regolamentazione”.. 

Il divieto è diretto ad impedire il consolidarsi di un vantaggio elettorale a favore di politici uscenti nei confronti degli sfidanti, date le innumerevoli facilitazioni, in termini di comunicazione e di visibilità, di cui i primi dispongono in via esclusiva e gratuita – continua il candidato di Insieme si vince -. Ai sensi dell’art.9, sopra citato, il divieto di comunicazione istituzionale appare circoscritto alle sole forme di comunicazione sospette di strumentalizzazione propagandistica a favore dei candidati e delle liste in lizza nel confronto elettorale (principio dell’identificabilità), con esclusione delle attività di informazione che devono necessariamente accompagnare le funzioni, le iniziative, i servizi realizzati dalle pubbliche amministrazioni al fine di garantirne l’operatività (principio di effettività).

Estrapolando tali concetti e applicandoli alla fattispecie qui in esame, può ritenersi che alla nozione di “comunicazione di servizio” sono ascrivibili tutte le attività informative relative al funzionalmento degli uffici, alla normativa vigente, ai servizi erogati nel territorio, che restano ammesse nel periodo pre-elettorale; mentre nel concetto di “comunicazione immagine” ricadrebbero tutte le attività d’informazione volte a fornire una rappresentazione positiva dell’amministrazione o dei suoi organi, allo scopo di legittimare l’esistenza e/o attività o di promuoverne la riconferma, le quali sono invece da considerare vietate per evitare possibili distorsioni nella competizione politica che precede le elezioni.”

“Ciò detto – conclude Zucchini – in barba alla legge vigente, domenica mattina il sindaco, dopo aver fatto un pubblico comizio in qualità di Sindaco uscente, consegnava diplomi ai soci, firmando addirittura gli attestati di benemerenza. Noi chiediamo in che qualità firmi gli attestati di un'associazione apartitica di volontariato Onlus? Sempre domenica, in disprezzo di tutte le regole della democrazia elettorale, continuava il suo tour fuori legge, facendo un comizio e conferendo gli attestati di benemerenza anche della Croce Rossa Italiana, sede di Imola, presieduta da Fabrizia Fiumi, già consigliere comunale ed assessore  (partito socialista). In che qualità continuava questi abusi?”