Riccardo Mondini è il candidato sindaco per la lista “I civici – Unione di centrodestra”.

Imola ha adottato il Piano strutturale del Circondario, ora siamo nella fase delle osservazioni, poi si passerà all’approvazione: qual è il suo giudizio su questo strumento?
“Approvare il Psc prima delle elezioni è un vecchio trucco da Prima Repubblica, in questo modo lo si trasforma in una specie di precontratto tra l'Amministrazione e le realtà economiche del territorio, come a dire se vi comportate bene e ci fate votare questo è il contratto. Parlando dei contenuti non vedo all'interno del Psc una prospettiva di futuro per questa città, non c'è un piano di reindustrializzazione. Noi invece una prospettiva l'abbiamo data: vendiamo le azioni di Hera, col ricavato paghiamo i debiti del Comune, tutti o in parte, e con quanto rimane costituiamo un fondo per il rilancio dell'economia. Il Comune tramite la Sicim potrebbe acquistare a basso costo aree industriali, capannoni, basterebbe una piccola modifica all'oggetto sociale della società, e offrirle in affitto calmierato o in leasing a imprenditori. Da una crisi come questa ne esci solo se fai una cosa nuova, diversa, non si può andare avanti con le solite ricette”.

Autodromo e città: un rapporto difficile tra rumore e conti che non tornano. Qual è la sua ricetta perché diventi veramente una struttura al servizio della città con bilanci virtuosi?
“Al di là del rumore che certamente è un problema, anche se secondario, il problema dell'autodromo è che è un vero e proprio buco nero. In dieci anni sono stati spesi 30 milioni di euro, con quei soldi avremmo potuto costruire a Imola un palazzetto dello sport ed una piscina olimpica. A questo si aggiunge che ogni anno l'autodromo fa 600 mila euro di debiti e, dal momento che adesso è per l'80% di ConAmi, questi debiti li paga il pubblico. Credo che l'autodromo vada mantenuto come sedime: continuare sì a farci della gare ma non solo. Si potrebbero utilizzare gli spazi per ospitare ad esempio concerti, metterci un luna park, organizzare delle fiere. Le automobili, come i combustibili fossili, sono tecnologie superate, le gare automobilistiche stanno diventando di nicchia come le corse dei cavalli”.

La sanità sta vivendo momenti difficili, nuovi ticket sono all’orizzonte, mentre permangono vecchi problemi: cosa può fare un sindaco per migliorare la situazione e, in particolare, qualità e tempi delle prestazioni?
“La sanità è di competenza delle Regioni, al sindaco spetta un ruolo di controllore. Manca avrebbe dovuto fare di più per la sanità, appartenendo allo stesso partito che governa la Regione aveva un collegamento privilegiato. Un sindaco di centrodestra in una regione di centrosinistra avrebbe sicuramente qualche problema in più ma di certo i controlli sarebbero più efficaci. Ad esempio ad Imola su 1600 dipendenti ce ne sono 200 amministrativi, sono troppi. Ne basterebbero 300 o 400 per tutta l'Emilia-Romagna, spiegatemi cosa ce ne facciamo noi di 200?”.

Tema lavoro: può un’Amministrazione comunale stimolare una nuova imprenditoria? E Come?
“Quello del lavoro è un vero campo di battaglia. Ogni giorno si sente di fabbriche che chiudono o che se ne vanno altrove, come l'Elettronica Santerno che a fine mese si trasferirà a Castelguelfo perché sfrattata dall'area dell'ex Cognetex e senza che nessuno li abbia aiutati a trovare una nuova collocazione. Gli imprenditori se ne vanno, altri non vengono proprio. Conosco imprenditori che volevano aprire un capannone a Imola ma quando si sono visti chiedere 500 euro a metro quadrato hanno risposto ‘no grazie’. Dovremmo saper attrarre un'industria a basso consumo di territorio ma ad alto livello di tecnologia, fabbriche piccole che producono oggetti di alto valore aggiunto. Nella zona del terremoto ad esempio c'erano molte imprese che operavano nel settore farmaceutico e delle industrie medicali, molte stanno cercando collocazione altrove perché la ricostruzione è lunga, perché non gli stendiamo un tappeto rosso per farle venire qua?”.

L’Imu va eliminata o rimodulata, e come?
“Quella dell'Imu è una delle più grosse prese in giro che stanno subendo gli italiani. Stanno cercando di farci credere che non la pagheremo ma è solo rinviata a settembre, il governo non la può togliere perché si creerebbe un buco nel bilancio annuale dello Stato, così la rinviano a dopo l'estate e poi si tornerà a votare, a meno che il Pd non addomestichi i grillini e si metta a governare con loro. Ad ogni modo penso che l'Imu sulla prima casa non ci dovrebbe essere. In Italia l'80% dei cittadini è proprietario di casa, ma è una proprietà fasulla perché oltre la metà di questi sta pagando un mutuo e finché non è estinto la proprietà è delle banche. Chi compra casa e paga il mutuo non è realmente proprietario anche se paga tutte le spese di manutenzione e la tassa sulla proprietà. L'Imu andrebbe riformulata, ad esempio facendo pagare a chi ha il mutuo una quota proporzionale a quanto realmente possiede”.

Tutti parlano di partecipazione, trasparenza, uso del web per dialogare con i cittadini; qual è la sua opinione?
“Quella del web è una finta democrazia. In Italia l'allacciamento ad internet ce l'ha il 20% della popolazione, è come guardare una stanza dal buco della serratura, credi di vedere quello che c'è dentro ma si tratta di una visione estremamente parziale. Esistono poi sistemi per farsi ‘pesare’ sul web che non sono per nulla democratici, ci sono aziende che vendono click e non si può sapere se a votare è stata veramente una persona o se ha votato per lei un sito che controlla migliaia di username. Il web nei sistemi elettorali è pericolosissimo, quello che sta praticando Grillo è il più moderno sistema di dittatura e captazione del consenso che si sia visto al mondo negli ultimi cinquant'anni. Nella nostra campagna elettorale abbiamo puntato sul sito reale, il nostro ufficio in piazza Gramsci 1”.

Perché è saltata l’alleanza con Palazzolo?
Non saprei, Palazzolo ha probabilmente pensato di avere più spazio a sinistra. Io non la penso così, a sinistra c'è un affollamento incredibile: dai transfughi della sinistra alle cinque liste pro Manca, senza dimenticare i grillini che sono collocati da quella parte, magari non tutti gli elettori ma chi si candida sì. Non c'è spazio e finiranno per contendersi i voti tra loro. Nel centrodestra invece lo spazio c'è perché noi facciamo una politica di centrodestra senza Berlusconi e di questo siamo convinti ci sia bisogno, ad Imola come nel resto d'Italia”.

Cosa significa essere di destra nell’amministrare Imola?
“A Imola la destra è la categoria del diverso, mentre la sinistra è omologazione. Non è lo stesso in tutti i territori, qui essere di destra è essere l'alternativa, quel diverso che dicono di voler tutelare e che in realtà sopprimono”.

Gli immigrati rappresentano più un problema o un’opportunità?
Per come la situazione è stata gestita in Italia sicuramente un problema. Non dico sia un problema l'immigrazione in generale, ma la velocità di questo fenomeno sicuramente sì. Far arrivare in Italia forza lavoro in misura contenuta può anche essere positivo, ma se questo avviene senza controllo è semplicemente folle. Come folle ritengo sia la proposta di istituire lo ‘ius soli’. Lo ‘ius soli’ serve ad attirare l'immigrazione, ce l'hanno negli Stati Uniti, in Canada, in Argentina, in Brasile, tutti Paesi con poca popolazione in rapporto alla vastità dei loro territori, mentre noi siamo uno dei paesi con la più alta densità abitativa al mondo. Inoltre non credo nemmeno sia giusto imporre la cittadinanza italiana ad un neonato togliendogli la facoltà di scegliere, la legge attuale, che lascia decidere al compimento del diciottesimo anno di età, mi sembra una buona legge”. (Leonardo Bettocchi)

La lista “I civici – Unione di centrodestra”