Spett. redazione,
dato che l’autodromo ha assunto negli ultimi sei mesi uno spazio nella discussione locale che mai ha avuto in passato (casualmente prima del voto), e visto che quelli cui vengono addebitate le maggiori colpe sono gli ambientalisti “che non fanno mai abbastanza e sono asserviti al potere” (solo per restare all’accusa più civile), dato che la nostra onestà intellettuale non è a disposizione di nessuno, richiamiamo tutti i cittadini, ma in particolare i duri e puri che ci accusano, ad alcune riflessioni:
– quando Verdi e Prc, soli, evidenziarono in Consiglio comunale e pubblicamente sui giornali (con spazi a pagamento perché i nostri comunicati non venivano pubblicati) che i famosi 10 milioni di Berlusconi (sottratti alla protezione civile) andavano prioritariamente utilizzati per il secondo ponte sul Santerno invece che per rifare i box (come previsto dal Decreto presidenziale), non ottenemmo il sostegno di nessuno in città, nè in ambito politico, nè in altri ambiti.
–  Sarebbe bastato capire allora, invece che essere così tardivamente attivi nei sei mesi precedenti alle elezioni, che senza i nuovi box l’autodromo avrebbe inevitabilmente avuto meno “appeal”, e quindi sarebbe stato il momento ideale e con più margini di riuscita, per ragionare su progetti di polifunzionalità e riconversione ambientalmente più apprezzabili. E si sarebbero risparmiati soldi pubblici, perché ricordo che a quei dieci milioni se ne aggiunsero 3 della Regione e 1 del Comune (che nel 2006 noi non votammo)
– Non votare quel provvedimento non ha però portato nessun beneficio elettorale, perché i voti ottenuti da Prc-PdCI-Verdi sono passati dal 10,87% (2 consiglieri) del 2004 al 5,30% (1 consigliere) del 2008. E dato che in politica, come nella gestione di una società o in ogni organismo democratico, ognuno può incidere per il peso che ha, è del tutto evidente che molti tra coloro che avrebbero voluto indirizzare diversamente certe politiche ambientali (oggi l’autodromo) si sono dimenticati di fare la croce nel posto giusto.  Avessimo ottenuto, verdi e sinistra insieme, non dico il 26%, ma anche solo il 15% (e non il 5,3% delle ultime amministrative), avremmo avuto ben altre armi per incidere (e riteniamo di aver comunque inciso molto).
– In democrazia funziona così, in demagogia funziona a chi urla più forte e assegna colpe a chi gli conviene (il berlusconismo ha fatto breccia ovunque): peccato però che dei sette candidati sindaci e comitati vari, nessuno si sia preoccupato di presentare un progetto alternativo serio, documentato e con un piano finanziario sostenibile.  Dimenticanza imperdonabile, se si guardasse il merito invece che l’apparenza!
– Noi ci sforziamo di essere coerenti, abbiamo una faccia sola,  non rifuggiamo le responsabilità, e per il futuro assicuriamo che saremo garanti che il progetto impostato per differenziare le attività, ridurre gradualmente le giornate rumorose, rendere più fruibile il parco della Acque ed evitare ulteriore utilizzo di denaro pubblico prosegua nella direzione tracciata.  In caso contrario saremo i primi a metterlo in discussione.

(Mauro Barnabè, Donatella Mungo, Luciano Mazzini, Amministratori uscenti della Sinistra Arcobaleno e candidati per la “Sinistra in Comune”)