Imola. Pochi applausi per il segretario del Pd Fabrizio Castellari che inciampa in un “Giuseppe Falcone” poi corretto nel giorno in cui ricorrono i 21 anni dalla strage mafiosa di Capaci, più calore per il sindaco Daniele Manca e ovazioni per Matteo Renzi che non risparmia qualche critica al suo partito a livello nazionale. Ecco l'applausometro della piazza Gramsci del Pd dove c'erano oltre 4000 persone per ascoltare il sindaco di Firenze.

“Sono qui per tre motivi – spiega Renzi – il primo è per Daniele, è vero ho ricevuto molte mail che mi dicevano di non venire a Imola perché Manca era Bersaniano alle primarie, ma non era certo il solo. E poi il nostro partito è bello perché è democratico, si discute, a volte si litiga ma non si caccia nessuno perché ha idee diverse a differenza di altre forze politiche. Non dobbiamo demonizzare il Movimento 5 stelle che è nato anche a causa nostra quando non siamo riusciti a dar sfogo alla giusta rabbia dei cittadini. Certamente però, da quando sono in Parlamento i grillini hanno fatto poco, si sono scoperti rivoluzionari dello scontrino. Ma non possiamo metterli fuori dalle competizioni elettorali con una legge, dobbiamo batterli con la forza delle nostre idee”.

“Il secondo motivo, ve lo ricordo – continua il sindaco di Firenze è che non bisogna avere paura dei sette avversari di Manca,  anzi il pericolo nostro è solamente la paura. Dobiamo recuperare i voti con il porta a porta, anche negli ultimi giorni della  campagna elettorale, specialmente i più giovani candidati al posto di consigliere comunale (a Imola un terzo sono sotto i 30 anni, ndr) devono darsi da fare. Durante le primarie avevo dichiarato che bisognava prendere i voti dei delusi da Barlusconi, ci credo ancora, meglio quelli di un artigiano che votava Pdl che il voto di Brunetta in Parlamento come purtroppo è avvenuto. Ma ora concentriamoci sul voto per Daniele, siamo entrambi sindaci e sappiamo quanto riempia di gioia il cuore inaugurare un asilo nido, una biblioteca, un centro sociale”.

“Il terzo motivo è che sono qui un po' anche per me – conclude Renzi -. Fare politica è una cosa meravigliosa, ho già fatto alcune battaglie e altre ne farò. La legge sull'immigrazione Bossi-Fini è assurda in un paese in cui la coppia d'attacco della nazionale di calcio è formata da Balotelli e El Sarawi, dobbiamo cambiarla. E mettere al centro l'emergenza occupazionale che non si risolve a parole e nemmeno mettendo troppi lacci al mercato del lavoro, ma riducendo la burocrazia e dando fiducia a nuove forme di impresa, internet ha dato 700mila posti di lavoro in un anno. Forza allora, sostitiuiamo la paura col coraggio, la disperazione con la speranza, apriamoci invece di rinchiuderci in noi stessi. Se Manca non vincerà subito al primo turno, sono sicuro che lo farà al ballottaggio, come me”. Entusiasmo alle stelle.

Prima di Renzi, Manca aveva cercato di smontare la piazza dei settemila di Grillo: “Molte di quelle persone, dopo il comizio hanno preso il treno e sono tornate a casa dopo aver sentito le urla di un miliardario. Non erano di Imola, qui invece siamo tutti imolesi e abbiamo voglia di rendere ancora migliore la nostra città. Negli ultimi cinque anni difficili, siamo rimasti fra i primi in Europa per la qualità dei servizi, abbiamo investito sulla scuola e sulla cultura, quindi sul futuro che sarà diverso dal passato. Abbiamo aggredito aree di inefficienza nella pubblica amministrazione e ridotto le spese facendo una dura lotta all'evasione fiscale”.

(Massimo Mongardi)