Imola. Il Movimento 5 stelle attacca la giunta Manca ed Hera sul caso delle cinque famiglie che risiedono nelle vecchie scuole di via Punta e che da  giorni vivono senza luce, gas e attingendo l’acqua da una fontanella in giardino. Hera, sottolineano i pentastellisti in modo ironico “generosamente ha fatto pervenire delle sacche da 25 litri con le quali potranno comodamente continuare ad approvvigionarsi dalla medesima fonte. Inoltre per scivolare nella commedia dell’assurdo pare che la possibilità di riallacciare le utenze vi sia solo dopo aver anticipato il 70% del pregresso. Ecco i miracoli che possono accadere quando virtuosamente si uniscono una multiservizi spacciata per pubblica e attenta al sociale, una maggioranza comunale solidale e rispettosa dei referendum sull'acqua, e tanti bravi credenti nell'unico dio capace di essere accreditato in conto corrente”.

 

“Ai nostri amministratori che pubblicamente sostengono di credere in un’entità superiore diversa da quella appena ricordata – continua il M5S – e che magari in campagna elettorale hanno firmato un programma dove è contenuta la promessa di studiare la creazione di un’azienda speciale che si occupi del servizio idrico, inviamo il nostro più accorato appello a cogliere questo fatto di cronaca per concretizzare tale impegno il prima possibile e per rivedere a brevissimo il contratto di servizio con gestore di fronte a tali casi. La corda che dopo le elezioni politiche e amministrative alcuni pensano di poter continuare a tirare impunemente per altri cinque anni, temiamo per loro non sia dotata di analogo periodo di garanzia. Per essere precisi a molti risulta oramai intollerabile che a chi non possa saldare delle bollette per alcune centinaia di euro siano chiusi i rubinetti, mentre a chi da due anni sostanzialmente truffa per diverse decine di milioni di euro la maggioranza degli italiani che hanno stabilito che sull’acqua non ci devi fare più un euro di utile e che la devi ripubblicizzare quanto prima, male che ti vada o ti eleggono sindaco o ti nominano amministratore delegato”.