Imola. Il 6 giugno 2013 è definitivamente suonata la campana funebre della gloriosa storia del Conto Energia per il Fotovoltaico. A partire dai primi giorni di luglio, il fotovoltaico italiano non godrà più degli aiuti statali che, tra luci e ombre, hanno portato dal 2005 ad oggi all’installazione di oltre 18 GW di energia solare pulita, facendo dell’Italia uno dei primi paesi al Mondo per potenza installata.

La campana a morto è suonata al raggiungimento del valore complessivo dell’incentivazione al fotovoltaico di 6,7 miliardi di euro. Il raggiungimento di tale soglia, suggellata da una delibera dell’Autorità per l’Energia e il Gas (Deliberazione 250/2013/R/efr), ha fatto scattare il meccanismo previsto dal Decreto Ministeriale che dava avvio al V e ultimo Conto Energia (D.M 5 luglio 2012).  Secondo quanto contenuto nel Decreto, al raggiungimento dei 6,7 miliardi di euro scattava il meccanismo di interruzione dell’incentivazione entro 30 giorni.

 

Per il settore si apre ora un territorio incognito, ricco di rischi e di alcune opportunità. Il settore fotovoltaico infatti, soprattutto grazie alla forte riduzione dei suoi costi negli ultimi anni, rimane un investimento interessante sfruttando alcuni strumenti di agevolazione messi a disposizione dallo Stato italiano. A fine 2012, i costi chiavi in mano di un impianto da 3kW si aggiravano attorno ai 2.500€/kWp, 1.500 €/kWp per impianti più grandi fino ai 200 kW, in contrazione di oltre il 20% rispetto a fine 2011. Questi costi inoltre, possono essere passibili di ulteriori riduzioni di prezzo qualora si ricorra alla compera di moduli fotovoltaici in grande quantità mediante ad esempio “Gruppi di Acquisto Fotovoltaici”. In tempi di bollette energetiche sempre più care, appare evidente la convenienza di questo investimento anche senza incentivi, oltre alle implicazioni ambientali ed etiche che la scelta di mettere del fotovoltaico sul proprio tetto comporta.

 

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Qual è il futuro del sostegno economico al fotovoltaico ora che non esiste più il Conto Energia? A riguardo vi sono ancora numerose incertezze, incertezza pesantissime per la crescita del settore. Punto certo è la possibilità di accedere alle detrazioni fiscali del 50% riconosciute per i lavori di ristrutturazioni edilizie. Permangono invece i dubbi sollevati dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n°22 del 2 Aprile 2013 circa la possibilità del fotovoltaico di accedere alle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica, recentemente portati dal 55% al 65%. Al di là di questi dubbi, il fotovoltaico può sicuramente accedere alle detrazioni IRPEF del 50% spalmate su 10 anni, almeno fino al 31 dicembre 2013. Possibile inoltre accedere a specifici bandi regionali che riconoscono quote in conto capitale al fotovoltaico o l’accesso ai Certificati Bianchi.

 

Nonostante le numerose difficoltà, il settore fotovoltaico continua la sua crescita, seppure non più con i tassi degli anni passati. Ormai non è più una fonte “alternativa”, visto che pochi mesi fa ha coperto addirittura il 10% dei consumi elettrici complessivi italiani. La vera sfida ora, consiste nel continuare a rendere attraente l’investimento fotovoltaico per i piccoli utenti, quelli domestici. Per far questo servono norme certe e facilità di accesso al credito, due elementi ad oggi mancanti. Solo in questo modo la transizione dell’Italia verso un futuro più sostenibile potrà continuare. (Denis Grasso)