Spett. redazione,
sappiamo bene che sarà un'impresa non facile, ma stiamo tentando di tutto, individuare una persona capace di far capire al signor Galassi Danilo (confermato recentemente per acclamazione alla guida dei commercianti imolesi), possibilmente una volta per tutte, che i “comitati” non sono contrari alle importanti manifestazioni motoristiche destinate a svolgersi nell'autodromo di Imola, ma al continuo ed incessante stillicidio di intere giornate di utilizzo della pista da parte di nostalgici motorizzati che pagano per dare sfogo alla loro passione in barba alla vera qualità della vita nella nostra città. Sarebbe poi opportuno rammentare al signor Galassi che il titolare di uno storico locale di ristorazione nell'imolese, che recentemente ha purtroppo chiuso i battenti per sempre, ha affermato che “una volta sì, quando c'era la Formula 1 si facevano incassi, ma ora non viene più nessuno”. Non sono parole di uno dei comitati, ma di un commerciante.

Ha perfettamente ragione il signor Galassi quando afferma che occorre un ricambio generazionale, gente nuova e che quello che andava bene finora non basta più: inizi un approfondito esame di coscienza da sé stesso, poi vedremo! Una regolata se la dia lei anche quando afferma che si mette in discussione l'edilizia: si mette in discussione il consumo del territorio legato all'edilizia e non la ripresa del lavoro nell'edilizia. Comprende la differenza? Non siamo disponibili ad accettare linee comportamentali da un'associazione, della quale lei è rappresentante da troppo tempo, che da anni ci parla di milioni e milioni di euro di indotto per alberghi ,ristoranti e negozi imolesi grazie all'autodromo, salvo poi vederli inspiegabilmente chiudere e smentire la loro stessa associazione.

Stia pur certo, signor Galassi, noi non ci daremo alcuna regolata: insisteremo ancora più forte nel denunciare l'invadente ed inutile rumore nelle nostre case e nelle nostre scuole (e non ci fermeremo alle elementari di Montebello ma alzeremo i toni anche sulle altre troppo vicine alla pista), continueremo a preoccuparci per il denaro pubblico sperperato in un'azione senza futuro (idee nuove…!) e reclameremo ancora più forte il nostro diritto nell'impossessarci nuovamente del più bel parco cittadino ora in abbandono reclamando una guida più lungimirante ed intelligente per la nostra città.

(Cittadini per un autodromo diverso)