Spett. redazione,
il complesso procedimento che porterà all'Ausl unica di Romagna è ormai avviato, non abbiamo pregiudiziali al riguardo, ma vogliamo che questo processo sia partecipato dalla cittadinanza e abbia al centro la salute del cittadino: se questi due punti verranno tenuti fermi la riorganizzazione sarà una bella opportunità, altrimenti rischiamo che i servizi vengano ridotti senza salvaguardare le eccellenze che abbiamo sul nostro territorio.

Ci domandiamo con quale criterio reparti e servizi verranno tagliati o trasferiti in altri territori, qual'è la contrattazione che le varie amministrazioni che ricadono nella futura Ausl unica stanno facendo e con quale metodo.

L'ospedale di Lugo, oltre a fornire un presidio insostituibile per la salute pubblica per i nove comuni dell'Unione porta un indotto difficilmente quantificabile, ma che in tempo di crisi risulta prezioso. La riorganizzazione di alcuni reparti, il taglio di alcuni doppioni, ci pare giusto e non rinviabile, è proprio eliminando alcuni sprechi che si possono reperire risorse importanti che devono essere dirottate dove più serve, ma vogliamo evitare che alcune eccellenze del nostro ospedale vengano spostate. Un esempio per tutti: alcune voci autorevoli ci raccontano una storia triste che riguarda la fisiopatologia della riproduzione, che fa parte della divisione di ostetricia e ginecologia.

E' un'unità altamente specializzata che si occupa della fertilità di coppia, con circa 450 casi all'anno trattati. Se un reparto come questo venisse spostato (ed è questo che temono alcuni operatori che attendono solo di essere rassicurati) fuori provincia sarebbe una perdita per tutta l'Unione dei comuni in termini di professionalità medica e indotto economico. Dobbiamo tenere presente che molte delle coppie che si rivolgono a questo centro vengono da fuori provincia e che inoltre questo reparto offre a circa 100 pazienti l'anno la possibilità di poter congelare seme o ovuli nel caso in cui ci si debbano sottoporre a una terapia oncologica che potrebbe compromettere la futura fertilità. Nulla, comunque, è stato deciso, ma vogliamo che alcuni punti fermi siano ben chiari e che alcuni reparti come questo non vengano toccati se non per aumentarne le capacità di operare per il bene di tutti perchè è la qualità del servizio che vogliamo che rimanga intatta, in tutti gli ambiti della sanità della Provincia.

In altri casi invece assistiamo ad un allungamento delle liste di attesa, un esempio è dato dal peraltro ottimo reparto di Oculistica, dove un medico è andato in pensione senza essere sostituito e dove ad alcuni medici oculisti a contratto non sono stati riconfermati; ci rendiamo conto che questi disservizi possono essere dati dal momento particolare di crisi e dal processo di accorpamento in corso, ma chiediamo la collaborazione di tutti perchè vengano superati nel più breve tempo possibile in modo che la nostra Sanità continui a rimanere un fiore all'occhiello per la nostra Provincia e per la nostra Regione e che la riorganizzazione della Sanità sia un processo virtuoso e non il contrario.

(Vito Ronchi – Presidente Carpe Diem e Portavoce dei Comitati Renzi della Bassa Romagna; Maurizio Mariani – Responsabile Welfare dell'associazione Carpe Diem)