Imola. Un intervento critico di riflessione, sotto forma di lettera aperta alla città, sulla grave crisi dell'Ape da parte dell'ex presidente Gianpietro Mondini che l'ha guidata per tanti anni. Si colgono frasi significative quali “quando, nei primi anni ’70, iniziai a lavorare in Coop. Ceramica, rimasi colpito dall’esempio di molti soci (non tutti), che risposero alla crisi di quegli anni andando in cassa integrazione a zero ore, lavorando più di prima gratuitamente e firmando, tutti, una cospicua fidejussione. Non era uno spirito nuovo o isolato, era la normale umanità e mentalità allora dominante. Una testimonianza fra tante, per aiutarci a capire, è quella di Battista Montroni (del Pci, ndr) e dei suoi colleghi della Cogne, che lavorarono gratuitamente, verso la fine dell’ultima guerra, per salvare i macchinari della Cogne e nel periodo post – bellico per ricostruire l’azienda.

“Coop. Ceramica – sottolinea Mondini – ha oggi un “nuovo socio”: colui che le dà finanziamenti e ammortizzatori sociali, cioè capitali tratti dalle tasse pagate da tutti i cittadini. I lavoratori dipendenti sono stati e sono, dunque, i maggiori finanziatori del “finanziatore Stato”. Il richiamo a un passato nel quale tutti o quasi a Imola si rimboccavano le maniche per il bene della città e delle imprese, a partire dai soci, fa pensare pensare a una critica da parte di Mondini nei confronti degli attuali soci dell'Ape. Interrogato sul punto, Mondini non vuole dare ulteriori spiegazioni, tuttavia propone che “il consiglio comunale all’unanimità, a nome di tutta la città e di tutte le generazioni passate, che ci hanno lasciato in eredità un grande capitale intergenerazionale, morale ed economico, chieda con decisione ai soci di Coop. Ceramica di recuperare e seguire l’esempio dei loro padri.
Sono certo che il nostro Consiglio Comunale è in grado di superare ogni divisione e di dare una indicazione strategica rispetto al futuro della nostra comunità”.

(m.m.)