Russi (Ra). Niente parco nell’ex discarica di Russi. Infatti il Tar (Tribunale amministrativo regionale) di Bologna ha accolto l’istanza di sospensiva, proposta da Calderana Srl, del provvedimento approvato dal consiglio comunale di Russi che, nei fatti, “per un errore formale della stessa Amministrazione, avrebbe impedito la coltivazione residua della nota cava Calderana, sempre in Russi”, si legge in una nota della Calderana Srl.
Dopo la decisione del Tar può proseguire, presso la Provincia di Ravenna, l’iter autorizzativo per la bonifica o messa in sicurezza della vecchia discarica comunale e la contestuale realizzazione di un attiguo stoccaggio definitivo  per cemento-amianto.
“Si tratta di  progetto definibile come strategico per la Regione Emilia Romagna – continua il comunicato dell’azienda – e in particolare per la Provincia di Ravenna, considerata la carenza di strutture adibite al deposito controllato dei materiali contenenti amianto nel rispetto delle più recenti e severe norme in materia di tutela della salute e dell’ambiente, così come previsto nel progetto presentato dalla Calderana. Il ministero della Salute ha sottolineato l’importanza della realizzazione di siti di tale natura e caratteristiche come definito nel Piano nazionale dell’amianto presentato l’8 aprile scorso dal ministro Balduzzi a Casale Monferrato”.

Il progetto della Calderana prevede la bonifica o messa in sicurezza della ex discarica e gestione dell’allontanamento di percolati per i prossimi 30 anni; rimozione gratuita dell’eternit dai tetti dei fabbricati civili di Russi con l’obiettivo di farne il primo comune d’Italia a impatto zero amianto; riqualificazione del sito da zona degradata a parco aperto al pubblico; assunzione di 6 persone qualificate per la realizzazione del progetto; riduzione generale dei costi di smaltimento per le aziende della provincia di Ravenna (circa il 30%) derivante dalla realizzazione della filiera corta del rifiuto.