Bologna. Nei prossimi giorni si discuterà in Giunta della proposta di legge regionale sulla rete escursionistica, nata per far conoscere, valorizzare e recuperare al meglio il patrimonio regionale di sentieri, mulattiere, piste e viabilità minore ed incentivare l’escursionismo a piedi o in bicicletta. Tra gli obiettivi del testo, quello di stabilire corrette modalità di utilizzo di questa importante viabilità minore, cercando di normare al contempo l'uso dei mezzi a motore per porre fine all'attività di fuori strada e cross che in molte province escono troppo spesso dalla legalità e dal buon senso.

La prima proposta, al momento della sua presentazione a fine 2012, aveva suscitato una serie di opposizioni e polemiche in buona da parte del mondo del fuoristrada a 2 e 4 ruote, lasciando inoltre alcuni aspetti da chiarire anche per utilizzatori della mountain bike e agricoltori delle zone montane.

“Ben diversa è la polemica montata da gruppi di enduristi e appassionati di Quod – dichiara Legambiente Emilia Romagna – interessati essenzialmente a mantenere uno status quo che in molti casi, soprattutto nell’appennino parmense e piacentino, va ben oltre la legalità. In molte zone le prescrizioni di massima forestale vengono normalmente ignorate e molti Comuni autorizzano gare e percorsi su sentieri e mulattiere, sempre vietati dalla legge. È necessario evidenziare che la pratica del fuoristrada necessita comunque di una maggiore regolamentazione, anche per tutelare chi pratica queste attività con rispetto delle regole dell'ambiente e degli altri fruitori della montagna.

Da notare che nelle lettere inviate alla regione vengono messe assieme tanto le critiche alla norma sui sentieri quanto alle aree protette, denotando una visione della montagna improntata non tanto sulla qualità, sull'ambiente salubre e sulla bellezza, ma sull'idea di una zona franca dove regole e presidio del territorio deve essere minore che in altre aree della regione.

Il testo che oggi rischia di essere approvato in aula sembra invece peggiorare lo stato delle cose per quanto riguarda le regolamentazione del transito motorizzato, creando confusione, liberalizzando in modo generalizzato e lasciando al Sindaco il compito di vietare le zone di transito. Inoltre non si pongono particolari limiti all'attività venatoria lungo tutta la rete escursionistica, senza pensare minimamente ai problemi di sicurezza per chi vi transita.

Non sarebbe stato più corretto scindere la rete escursionistica e la sua valorizzazione dal concetto più generale di turismo e valorizzazione della montagna in cui inserire eventualmente la pratica del fuoristrada e la possibilità di individuare percorsi separati per l’esercizio di questa specialità in aree non vietate dalla legge? Quale è il massaggio che la Regione intende dare sulla valorizzazione dell’escursionismo? E da quando si considerano escursionisti anche coloro che praticano enduro e fuoristrada in auto?”