Taglio Corelli (Alfonsine). Un nuovo taglio di alberi ha interessato il canale dei Mulini a Taglio Corelli. Legambiente è intervenuta, su segnalazione di alcuni cittadini, documentando “ l'ennesima aggressione al patrimonio arboreo lungo il medievale canale dei Mulini, che collega l'appennino al Parco del Delta del Po. Per quasi un chilometro di argine, dalla chiesa di Taglio Corelli verso il ponte della ferrovia, la vegetazione è stata letteralmente ìspianataì e ributtata nei campi sottostanti, causando inoltre un notevole danno anche agli alberi superstiti, tra cui una quercia di notevoli dimensioni, che si ritrovano ora scortecciati e con i rami strappati”.

Questa la descrizione dell’associazione ambientalista che commenta tramite le parole di Yuri Rambelli, presidente del circolo Legambiente A. Cederna: “Un intervento incredibile, la vegetazione infatti non è stata tagliata, cosa che comunque sarebbe vietata in questo periodo dell'anno, ma letteralmente spianata. L'intervento probabilmente è stato effettuato con una ruspa o un bulldozer che ha estirpato tutto quello che trovava sulla propria strada, estirpando alberi e arbusti che crescevano lungo l'argine e provocando seri danni anche agli alberi di maggiori dimensioni, che si presentano ora scortecciati e con alcuni rami letteralmente strappati via”.

Legambiente ha provveduto a segnalare al Comune di Alfonsine e al Corpo Forestale dello Stato questo ennesimo intervento che impoverisce ulteriormente un'area come quella del canale dei Mulini che invece dovrebbe essere particolarmente protetta, per le sue caratteristiche storiche e naturalistiche. L'area oggetto dell'intervento sorge infatti a metà strada tra le Aree di Riequilibrio Ecologico “Boschetto Tre Canali” e “Fascia Boscata del canale dei Mulini”.

“Non conosciamo le ragioni di questo scempio, ma date le caratteristiche dell'area e soprattutto le modalità con cui è stato effettuato l'intervento – ha concluso Rambelli – dubitiamo che qualcuno possa aver autorizzato un'operazione di questo tipo, ci auguriamo perciò che gli enti preposti verifichino al più presto le eventuali responsabilità per questo ennesimo attacco ad un patrimonio pubblico, cioè di tutti, come il canale dei Mulini”.