Bologna. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, revoca l’incarico di assessore all’Ambiente a Sabrina Freda (Italia dei Valori). Nessun problema politica, fa sapere Errani, ma alla base della scelta ci sarebbe il fatto che “sono venuti meno quello spirito di collaborazione, di collegialità e quel metodo di confronto aperto e costruttivo con le altre istituzioni e l’intera società regionale che per me sono irrinunciabili e a fondamento del lavoro della Giunta. Di ciò non posso che prendere atto con rammarico, ringraziando l’assessore per l’impegno comunque profuso”.

Pronta la replica dell’ormai ex assessore che conferma la scelta per  ragioni politiche e accusa: “Gli interessi delle multi-utilities hanno finito per avere la meglio, come il recente caso dell’inceneritore di Modena ha ampiamente dimostrato”.
All’origine del dissidio una gestione dell’ambiente che per il presidente circoscrive ai metodi, ma che nei fatti riguarda una questione tutta politica come la gestione die rifiuti. Già nei mesi scorsi Errani aveva preso le distanze dalsuo assessore sul piano regionale dei rifiuti. Poi è arrivata la questione del termovalorizzatore di Modena che Freda aveva pesantemente contestato. Alla fine il “licenziamento”.

Legambiente, prendendo atto della scelta, rilancia sui temi ambientali: “ Se pur con l'assessore sia sempre mancata qualsiasi possibilità di dialogo, Legambiente sottolinea come sul tema del ridimensionamento del sistema di smaltimento fossero stati posti dalla Freda obiettivi ambiziosi, che è bene tenere al centro del futuro piano. Ribadiamo inoltre la necessità di un fortissimo presidio di tutte le tematiche ambientali: dal consumo di suolo, alla qualità dell’aria, ai rifiuti e alle aree protette”.

Entrando nel merito delle singole voci l’associazione ambientalista chiede sul consumo di suolo di “bloccare la bulimia di strade, autostrade e nuovo edificato; temi strettamente collegati anche alla qualità dell’aria: sprawl urbano e nuove strade non vanno certo nella direzione di ridurre le polveri sottili, migliorando la ormai drammatica qualità dell’aria nel bacino padano. L’unica strada da percorrere è implementare il trasporto su ferro, oltre a disincentivare l’utilizzo del mezzo privato in ambito urbano ed extraurbano”.

Per quanto riguarda aree protette e Parchi, “serve uscire dalla preoccupante fase di stallo che la legge regionale in materia aveva determinato, e che vede ancora molti Parchi dell'Emilia Romagna in cerca di una propria identità.

Per concludere, sul tema rifiuti è necessario dare compimento al piano regionale atteso ormai da anni, uno strumento necessario per aumentare la raccolta differenziata ed uscire dall'ambiguità sul dimensionamento degli impianti e sui transiti di rifiuti tra province”.

L'associazione auspica infine che nel futuro diventi davvero possibile un reale confronto tra società civile e Regione, sui temi presidiati dell'assessorato all'Ambiente.