Imola. Due visioni completamente opposte dell'Ausl. Una, molto critica, espressa soprattutto dalla consigliera del Movimento 5 stelle Manuela Sangiorgi e in parte da Andrea Zucchini di Insieme si vince, l'altra dal direttore generale Maria Lazzarato difesa dai consiglieri del Pd presenti nella commissione Sanità.
Secondo la Sangiorgi “stiamo assistendo a una progressiva disaffezione degli imolesi verso l'Azienda sanitaria, lo si nota daitanti cittadini che preferiscono Faenza. Inoltre ci sono troppe posizioni di comodo da parte di dipendenti pagati esageratamente, ad esempio sei dirigenti veterinari a 90mila euro all'anno ciascuno e in generale i dirigenti sono troppi e oltremodo retribuiti nonostante le liste di attesa siano sempre più lunghe”.
Zucchini ha chiesto direttamente alla Lazzarato se, come a lui risulta, “sia in atto una rivolta bonaria da parte degli infermieri perché i medici sono stati autorizzati a fare libera professione anche in orario di lavoro e se il direttore generale, in scadenza, resterà a Imola perché il gruppo di maggioranza di Fornace Viva la sta attaccando”.

La Lazzarato ha replicato che non gli risultano in atto rivolte e che ha dato la sua disponibilità a restare a Imola per un altro mandato. I consiglieri del Pd, Mario Peppi in testa, hanno detto “di aver assistito a interventi inopportuni, dettati da scarsa conoscenza della materia e dalla mancanza di dati precisi a sostegno, da parte di alcuni esponenti del M5S riguardanti l'”inutilità” di posizioni dirigenziali nell'Ausl di Imola, facendo passare l'idea che all'interno dell'Azienda imolese regnino gli sprechi e i privilegi. Pensiamo che fare affermazioni di questo tenore sia inaccettabile. Riteniamo altresì che sia importante che, di fronte a minori risorse , l'Azienda debba continuare a pensare al proprio futuro all'interno di una riorganizzazione delle competenze e delle risorse umane”.

Siparietto finale fra il capogruppo Pd Marcello Tarozzi che ha lanciato la provocazione al Movimento 5 stelle chiedendosi se a Parma (governata dal M5S) la sanità vada così bene a cui la Sangiorgi ha risposto mostrando un articolo di giornale di qualche tempo fa che citava Parma in vetta alla classifica regionale in quanto rispetta i tempi di attesa per 36 prestazioni su 43 mentre Imola si trovava a 10 su 42.

(m.m.)