Imola. Dunque, Andrea Bondi ha dato le sue dimissioni da assessore all'Urbanistica per andare a lavorare a Londra. Ma Bondi non è uno qualunque, era in pole-position per diventare un giovane sindaco al posto del non ricandidabile Daniele Manca fra cinque anni. Un'opportunità molto importante e da non sottovalutare per chi ormai conosce bene l'amministrazione, in ogni caso www.leggilanotizia.it gli fa i migliori auguri. Ma forse, “visto che pensare male è peccato ma spesso ci si prende” diceva la buonanima di Giulio Andreotti, si possono fare delle ipotesi. Bondi potrebbe aver visto sfumare il suo sogno da sindaco e ha preferito togliere il disturbo visto che sta avanzando un'altra candidatura per la poltrona più ambita di piazza Matteotti: quella del vicesindaco Roberto Visani, fedelissimo della Chiesa e altrettando del suo Sindaco Manca tanto da seguirlo sempre nelle piroette politiche, prima insieme a sostenere Pierluigi Bersani, ora sempre a braccetto a spingere per Matteo Renzi segretario nazionale del Pd. Un Visani che potrebbe essere mandato a farsi le ossa in viale Zappi come segretario del Pd territoriale al posto di Fabrizio Castellari e, fra cinque anni, presentarsi come candidato a sindaco. Così piacerebbe a Manca che, per ora, è colui che dà le carte di una delicatissima partita dove vorrebbe vicesindaco Marco Raccagna (peraltro recalcitrante, preferiva viale Zappi) mantenendo un altro posto in giunta per far contento qualche renziano doc.

Sul fronte del partito, infatti, il sindaco deve vedersela con i renziani della prima ora (non come lui) come Pierpaolo Mega (candidato a segretario dagli entusiasti) e altri del gruppo  formato da Davide Di Marco e Gabriele Zaniboni. Questi renziani, che non hanno mai cambiato casacca, stanno per convocare un'assemblea della mozione Renzi alla quale inviteranno anche il sindaco Manca e l'inseparabile Visani. E sul piatto ci sono pure i posti nell'assemblea regionale e nazionale del Pd.

(Massimo Mongardi)