Imola (Bo). A metà del mese dedicato alla cooperazione imolese (settembre, appunto), il presidente dell’Alleanza delle cooperative imolesi, Sergio Prati, ha voluto snocciolare i numeri di questa grande impresa.

I lettori li troveranno nell’allegato, e si tratta di grandi cifre, a dimostrazione di quanto sia importante (economicamente e socialmente) il fenomeno cooperativo in Italia.

Con Sergio Prati abbiamo però deciso di fare una panoramica generale, perché la partita dell’Alleanza delle Cooperative è sì appena agli inizi, ma ha bisogno di tempi stretti (“si deve arrivare alla conclusione del processo in una paio di anni, altrimenti ci insabbiamo”).

“Il 19 settembre di un anno fa noi abbiamo fondato l’Alleanza delle Cooperative Imolesi; siamo stati il primo territorio, a livello nazionale, a compier questo passo. Poi è arrivata l’Emilia Romagna, la Lombardia e credo che verso la fine dell’anno l’Alleanza sarà presente quasi dappertutto.

Un elemento va subito sottolineato, nel caso imolese: non abbiamo creato solo un coordinamento che permette ad una persona di rappresentare tutti negli incontri ufficiali, qui abbiamo insistito sui contenuti, sulle iniziative, sulla filosofia che deve animare questa esperienza.”

Di qui “Tempo di Cooperazione”.

“Appunto. Se non ci basta l’immagine unitaria, ma vogliamo dare un senso alla parola Alleanza, noi dobbiamo intrecciare le esperienze di provenienza per essere capaci di affrontare le grandi novità del nostro tempo. Dobbiamo muoversi “con passo montanaro” (come diceva Marino) e cercare di non distanziare troppo chi è dietro di noi. Certo è che se la distanza fra la testa del gruppo e gli alttri si allunga, rischiamo di soffrire di solitudine.

In ogni caso, questa crescita dell’alleanza è strategica non solo per il movimento cooperativo, ma anche per tutti il paese.”

A sorpresa è nata Ue.coop, fortemente voluta da Coldiretti per portare “un po’ di concorrenza” nel mondo cooperativo. Potrebbe anche essere uno stimoli in più per accelerare lo sviluppo dell’Alleanza.

“Trovo ancora strano che un’organizzazione professionale (Coldiretti è un sindacato agricolo n.d.r.) abbia deciso di fondare una centrale cooperativa, ma certo impatterà sul percorso dell’Alleanza

Io credo che finirà per dare più slancio al nostro percorso perché le due strategie sono alternative (e l’Alleanza ha i numeri per vincere questo confronto), ma voglio anche dire che si sbaglia di grosso chi ritiene che Ue.coop sia soltanto un problema di Confcooperative.

L’Alleanza delle Cooperative è un processo irreversibile, perché tutto ci spinge a lavorare insieme, come stiamo già facendo a Imola.”

Con quale spirito?

“Prima di tutto dobbiamo promuovere i valori cooperativi. Non scordiamoci che siamo dentro una gravissima crisi del sistema capitalistico, e noi possiamo essere una soluzione diversa al modello che ci ha portati in questa situazione. Abbiamo il dovere di rappresentare un orizzonte diverso, di dare una prospettiva ai giovani.”

E allora, come pensate di agire?

“Prima di tutto riorganizzare la presenza dell’Alleanza, innovare e adeguarsi alle nuove realtà.

Non possiamo più essere quelli di prima, ma sappiamo bene che cambiare è complicato, e lo è ancora di più in una fase in cui le nostre aziende affrontano la crisi.

Quindi dobbiamo tenere conto della sostenibilità economica per fare quel che facevamo prima e aggiungere nuove iniziative.

Qui il tessuto cooperativo è forte e sarà più agevole questa riorganizzazione unitaria che, nei miei auspici, ha fisicamente l’immagine di una sede unitaria. E il 1° gennaio sarebbe una bella data per inaugurare ufficialmente la nostra nuova realtà.”

 

(michele zacchi)