Imola. C’è poco da dire, i dati pervenuti all’Arpa negli scorsi mesi sul rumore dell’autodromo sono taroccati.
E’ la stessa Arpa ad ammetterlo: “In relazione ai dati di monitoraggio relativi al periodo 15 maggio – 1 luglio si comunica che da una ulteriore verifica a campione effettuata da questa Agenzia sui dati forniti da Formula Imola è stata evidenziata una errata modalità di calcolo del Leq giornaliero (livello acustico continuo equivalente) così come definito dal Dpr 3 aprile 2001 n. 304”.

Cosa significa? E’ il Comitato Autodromo a spiegarlo: “Come negli anni precedenti, abbiamo fatto richiesta sia al Comune sia successivamente all’Arpa dei dati relativi alle rilevazioni fonometriche effettuate in autodromo nel corso del 2013. Il risultato è stato quanto mai sorprendente (ma forse non più di tanto) in quanto è emersa una errata modalità di calcolo dei dati  fonometrici da parte del gestore e, cosa ancora più grave, avallata e fatta propria dalla stessa Amministrazione comunale. In primo luogo sono state del tutto omesse le medie orarie che producono di solito il maggior numero di sforamenti sanzionabili come previsto dal Dpr 304/2001. In secondo luogo le medie giornaliere forniteci dal Comune non sono legittime in quanto sono state calcolate per l’intera fascia oraria compresa fra le ore 6 e le ore 22 anziché nella fascia  9 – 18,30 prevista dal suddetto Dpr. Hanno ottenuto così medie molto più basse perché calcolate su un numero maggiore di ore (16 ore anziché 9 ore e mezza). Questo errato calcolo è stato riscontrato dalla stessa Arpa che ci ha riferito (tramite lettera inviataci in data 19/09/2013) che questo si è verificato anche per il secondo semestre 2012”.

Il tutto a pochi giorni delle parole dell’assessore Cantelli che “in risposta alle critiche avanzate in merito al monitoraggio acustico delle attività dell’autodromo, presso la scuola Pelloni-Tabanelli, ha sottolineato: ‘nessun trucco o furbata, i controlli vengono eseguiti nel pieno rispetto dei protocolli previsti dalla legge’”, ricorda il comitato.

L’Arpa tuttavia cerca di gettare acqua sul fuoco segnalando che “le nuove elaborazioni effettuate con i dati corretti relativamente al secondo semestre 2012 e al periodo 15 maggio – 1 luglio, secondo le procedure previste dal Dpr 304/2001 non evidenziano ulteriori giornate di superamento dei limiti rispetto a quanto già segnalato”. Ma che significa questo? Il dato vero è che il livello di rumore è più alto di quello che ci hanno sempre raccontato, e che hanno raccontato ad esempio ad insegnanti, e genitori dei bambini della scuola elementare Montebello. Eventuali danni alla salute si misurano anche sul livello di rumore e non solo sulla durata. E comunque vi sono già molti sforamenti che non dovrebbero esserci.

La stessa Arpa però, mentre si preoccupa d'assicurare i cittadini, si dimentica di fare i rilievi quando necessari: “Oggi sono andato a scuola con fiducia. Ho pensato: Arpa ha i fonometri montati e l'autodromo ha tolto la sordina alle marmitte – ci segnala Poalo Ricci, genitore di un alunno della scuola Montebello -. Questa volta misurerà quello che tutti sentiamo a Imola: un rumore infernale fin dentro le nostre case, figuriamoci nella scuola che gli sta attaccata. Sorpresa, non c'era più nulla. Nessun fonometro fisso nel prato e nessun fonometro a fare il paio con quello dell'autodromo che sta lì da anni e nessuno gli ha mai dato retta. Niente, il vuoto pneumatico. La scorsa settimana decine di migliaia di euro di attrezzature tanto da prevedere un servizio della Protezione civile a tutela delle strumentazioni e oggi, quando il rumore lo sente anche un sordo sotto l'orologio più nulla. Chiedo scusa, sarà colpa mia di certo ma, non capisco. Devo però ringraziare l'inventore del cellulare. Arpa non ci sarà ma un fonometro e una videocamera sì”.

“Il sindaco, il suo attivo dirigente dello staff dott. Mirri e Formula Imola dovrebbero spiegarci perché, dopo anni di mestiere, l’anno passato hanno incominciato improvvisamente a sbagliare i calcoli – sottolinea ancora il Comitato Autodromo. Dovrebbero spiegarci perché non hanno mai consegnato ad Arpa i rilievi relativi ai primi cinque mesi del 2013 e perché invece ci hanno consegnato dati assolutamente scorretti. Riteniamo che tutto ciò sia frutto dell’assurdo e scandaloso sistema di gestire i fonometri: il controllato risulta infatti essere anche il controllore di sé stesso! Solo dopo le nuove elaborazioni e correzioni effettuate successivamente dall’Arpa è stato possibile avere dei dati corretti anche se molti di questi dati sono risultati superiori in decibel rispetto a quelli forniti in precedenza e quindi più gravosi per le persone tenendo conto che ogni tre decibel si raddoppia la pressione acustica. L’Arpa non ha invece potuto valutare il periodo 6 marzo – 14 maggio 2013 in quanto i dati non le sono pervenuti dal Comune”.