Imola. All'inizio, ha tutta l'aria di una falsa partenza. Alle 9 di sabato 5 ottobre, davanti all'entrata principale dell'autodromo, i cittadini che vogliono manifestare contro l'eccessivo rumore e contro la gestione di Formula Imola sono una settantina. L'unica cosa che funziona alla perfezione è il bar organizzato sotto un gazebo con caffè, thè e paste in abbondanza. E qualcuno non si è presentato sulla griglia di partenza come il consigliere comunale di Insieme si vince Andrea Zucchini, mentre la Lega Nord diserterà il corteo lungo viale Dante dopo una diatriba sulla presenza delle loro bandiere. “Non sono soddisfatto – spiega Valerio Giovetti, oerganizzatore del Movimento 5 stelle – i cittadini sono pochi. Forse avremmo dovuto fare azioni più eclatanti,ma si correva il rischio di querele e denunce”. La prende con filosofia la consigliera del M5S Claudia Resta: “Visto che siamo a Imola dove non c'è l'abitudine di attaccare l'amministrazione comunale, la partecipazione mi pare notevole”.

Verso le 10 si parte verso l'orologio con tanti cartelloni, da “Riprendiamoci l'autodromo”, “A scuola Manca il silenzio” (Montebello, ndr), “Il rumore fracassa la mente e fracassa il cuore, “Via Formula Imola, datelo a noi”, “Basta sperperare i soldi dei cittadini” e così via. E' il momento dei megafoni, il capogruppo del Pdl Simone Carapia urla “Basta con la gestione dell'autodromo al Pd e agli amici degli amici”, “Basta con i bilanci taroccati”, mentre Carlo Cavallari del M5S “suona” una musica ironica: “Cittadini, state pure a letto rilassati, non partecipate, così non otterrete nulla e vi faranno pagare le perdite dell'autodromo”, “Bevete pure il cappuccino, intanto il rumore cresce e voi lo pagate” e così via. Distribuendo parecchi volantini, qualcuno decide di entrare nel corteo con i propri bambini tanto che in centro storico il corteo raggiunge abbondantemente il centinaio di persone. C'è tempo ancora per un giro fino a piazza Gramsci, con gli ultimi slogan e il gran finale sarcastico  del capogruppo a 5 stelle Claudio Frati: “Adesso tutti al Dulcis, paga Manca”.

(m.m.)