Imola. Martedì 8 ottobre i sindacati incontrano i direttori generali delle Ausl di Bologna, Ferrara e Imola per discutere del futuro delle tre aziende. Intanto la Cgil mette già in chiaro alcuni paletti: “In merito al dibattito che si è aperto sul futuro della sanità imolese e in particolare sull'autonomia della nostra Ausl – spiega Mirella Collina della Camera del lavoro – concordiamo con il residente della Commissione Sanità del Comune di Imola, Romano Linguerri, quando afferma che per affrontare il tema dell'autonomia bisogna andare dentro i fatti e i numeri, ne siamo convinti perchè consideriamo l'autonomia dell'Ausl una premessa indispensabile per salvaguardare la qualità dei nostri servizi, e auspichiamo che nell'ambito della commissione sanità questo venga fatto”.

“L'autonomia infatti – continua la Collina – non è una bandierina, ma concretamente oggi essere assorbiti da Bologna sarebbe un grave errore politico e soprattutto gestionale con il rischio di far diventare l’Ausl di Imola una struttura di periferia. I continui tagli sul personale (a volte anche solo per semplici valutazioni rispetto alla media regionale), ma che poco hanno toccato i dirigenti, non permettono spesso agli operatori sanitari di poter svolgere al meglio il proprio lavoro che vuol dire anche “ascoltare” le persone e i loro bisogni. Purtroppo i tagli lineari nazionali hanno portato a tagli eccessivi nelle aziende che hanno già fatto piani di rientro negli anni precedenti come ha fatto l’Ausl di Imola da circa 10 anni. A questo proposito non ci è chiara l'intenzione espressa, nella conferenza stampa della riconferma, dalla direttrice Maria Lazzarato in merito alla Psichiatria, da un lato si ipotizza di diminuire i posti letto e dall'altra si intende incentivare la presa in carico domiciliare. Non vorremmo però che accadesse come nel caso dell'assistenza infermieristica domiciliare: prima si è incentivata la domiciliarità, ma poi si sono tagliati i posti per l'assistenza infermieristica domiciliare in virtù di una media regionale che però non tiene conto delle caratteristiche del territorio”.