Imola. “Vogliamo portare all'attenzione del sindaco Daniele Maanca e della maggioranza una proposta a cui teniamo molto: vale a dire vietare l’installazione delle slot machines all’interno dei centri sociali – scrivono i sostenitori dell'associazione Imola migliore Marina Giambi e Mario Zaccherini fuoriusciti dall'alleanza con il consigliere comunale Giorgio Laghi -. Se è vero che i centri sociali sono infatti esenti dalla Tares, perché a questi viene riconosciuta appunto una funzione sociale e di aggregazione, il Comune deve pretendere che, in questi luoghi, siano espressamente vietati giochi che richiedano l’uso di denaro che con la cultura e l’aggregazione hanno poco a che fare. Se le slot machines o altri giochi d’azzardo sono già presenti, il Comune deve chiederne l’immediata rimozione”.

Un esempio virtuoso in tal senso è il Comune di Bastia Umbra dove il sindaco aveva intimato ai centri sociali  di offrire ospitalità soltanto a “giochi leciti non comportanti vincite in denaro, nell’ottica del perseguimento dell’interesse pubblico per la tutela dei consociati” al fine di evitare l’utilizzo delle new slot all’interno di strutture concepite e gestite per socializzare.

Una clausola contenuta proprio nelle convenzioni stipulate tra il Comune e i centri sociali di Bastia Umbra e che non è stata considerata vessatoria dal Tribunale di Perugia che ha riconosciuto come quella clausola fosse a tutela dell’interesse pubblico ed esprimesse la chiara volontà di arginare il fenomeno della ludopatia. “Nel nostro Circondario ha fatto molto scalpore – continuano i rappresentanti dell'associazione -, invece, la vicenda del Circolo Arci di Borgo Tossignano nei cui locali è stata addirittura aperta una sala giochi con slot e videolottery. Vicenda che ha suscitato perplessità tra la cittadinanza e tra i consiglieri tutti che, all’unanimità, condannarono la scelta del direttivo Arci di concedere quella sala per scopi certamente non ricreativi e culturali. Per tutti questi motivi chiediamo con forza al Comune di Imola di dare un segnale deciso a tutela dei giovani e dell’interesse pubblico e per arginare i danni della ludopatia partendo proprio dai locali, come i centri sociali, per i quali già si dispone degli strumenti per poter intervenire, ossia convenzioni specifiche come quelle adottate dal Comune di Bastia Umbra”.