Faenza. La città visse allora un eccezionale momento che segnò in maniera indelebile il paesaggio urbano tra il 1780 e il 1820, quando una committenza ricca erudita e politicamente impegnata fece giungere artisti e architetti.

Pochi centri ebbero la fortuna di assistere a una vicenda tanto intensa e ricca: l’eccezionale fioritura di edifici, dipinti, sculture, decorazioni e arredi – in un fervore che coinvolse artisti e botteghe artigiane di alta specializzazione – fu espressione della volontà di un rinnovamento in senso moderno oltreché di ambizioni di prestigio e legittime aspirazioni a un ruolo da protagonista.

Sono molto ricche le tracce lasciate dall’epoca Neoclassica a Faenza che per qualità e quantità delle realizzazioni, primeggiò e seppe dialogare con le coeve esperienze italiane ed europee.

L’ideale classico si inserì con le sue iconografie, i suoi codici, le sue cariche ideali nel tessuto urbanistico della città, nelle forme dei palazzi, negli interni e nella vita cittadina.

Dopo il grande successo, non solo locale, delle architetture realizzate da Giuseppe Pistocchi con l’aiuto dello scultore Antonio Trentanove, le grandi famiglie gareggiarono nella sistemazione delle proprie dimore. Si imposero così Giovanni Antonio Antolini e Pietro Tomba in architettura, la bottega dei Ballanti Graziani in scultura, e Felice Giani in pittura.

La singolare, perfetta integrazione tra le arti, costituisce l’essenza più profonda di questo periodo, contrassegnato da eleganza, equilibrio, misura e buon gusto.

A quel periodo d’oro che diede vita ad un momento culturale di particolare significato, è dedicato un progetto culturale di ampio respiro, sostenuto da Banca di Romagna, che partendo dal volume “L’età neoclassica a Faenza – Dalla rivoluzione giacobina al periodo napoleonico” curato da Franco Bertoni e Marcella Vitali, con un saggio introduttivo di Andrea Emiliani, si snoderà attraverso un convegno di presentazione del libro, a cui parteciperà Antonio Paolucci; visite guidate a residenze private che con grande sensibilità i proprietari apriranno al pubblico; un momento di approfondimento a Palazzo Milzetti, Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna, introdotto dal direttore Anna Colombi Ferretti.

 

 

Il volume

L’obiettivo degli autori, l’architetto Franco Bertoni e la professoressa Marcella Vitali, con il contributo del professor Andrea Emiliani, oltre a comprendere capitoli sulle singole vicende artistiche e approfondire l’attività di ricerca sui principali protagonisti e committenti dell’epoca, focalizza una minuziosa analisi sulle residenze faentine in cui il rinnovato interesse per l’arte classica trovò espressione.

Le numerose testimonianze artistiche presenti a Faenza di questo importante periodo storico, coincidono con un fortunato momento di sviluppo economico della città e di grande fermento culturale. Il libro, dedicato all’architetto Ennio Golfieri, primo e autorevole studioso della vicenda neoclassica faentina, documenta l’eccezionale momento culturale e artistico che segnò in maniera indelebile la città.

Per rappresentare al meglio questa fase, gli autori hanno avviato e coordinato un’inedita campagna fotografica -realizzata da Marco Cavina – ed oltre ad un’altrettanto inedita attività di documentazione e censimento dei siti illustrati.

Il progetto editoriale supportato da Banca di Romagna, si è allargato: si potrà così, dalle pagine riccamente illustrare di immagini e di testi dettagliati e curati, ma anche dalle parole di illustri storici dell’arte, esperti e guide, capire come l’arte neoclassica abbia potuto affermarsi a Faenza.

Gli appuntamenti

 

Sabato 26 ottobre ore 10.30 sala Assemblee di Banca di Romagna via Paolo Costa, 3 Presentazione del volume “L’età neoclassica a Faenza- Dalla rivoluzione giacobina al periodo napoleonico” (Silvana Editoriale).

Intervengono: Francesco Pinoni, direttore Banca di Romagna; Giovanni Malpezzi, sindaco di Faenza; Antonio Paolucci, direttore Musei Vaticani; Franco Bertoni e Marcella Vitali, autori del volume; Andrea Emiliani, già soprintendente ai Beni Artistici e Storici di Bologna, Ferrara, Forlì – Cesena, Ravenna e Rimini

 

Sabato 26 e domenica 27 ottobre visite guidate nei palazzi e residenze privati decorati nell’epoca neoclassica, previa prenotazione telefonica presso Banca di Romagna, dal 21 al 24 ottobre, dalle ore 9.30 alle ore 12 al numero: tel. 0546/676160

 

Sabato 16 novembre ore 10.30 Palazzo Milzetti Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna Via Tonducci, 15 (tel. 0546 26493) Conversazione e approfondimenti sul volume “L’età neoclassica a Faenza. Dalla rivoluzione giacobina al periodo napoleonico”.

Intervengono: Anna Colombi Ferretti, direttore di Palazzo Milzetti; Andrea Emiliani, già Soprintendente ai Beni Artistici e Storici  di Bologna, Ferrara, Forlì – Cesena, Ravenna e Rimini; gli autori Franco Bertoni e Marcella Vitali

Gli ingressi sono liberi fino ad esaurimento posti.

Ufficio stampa Giuseppe Sangiorgi (338 7462356

I commenti

Francesco Pinoni, direttore Banca di Romagna

“Il libro è un’opera che lascerà il segno e resterà nella storia dei volumi d’arte della città. Il sostegno che Banca di Romagna ha destinato alla pubblicazione, dedicata ad un periodo di grande fermento culturale per la città, contribuisce a valorizzare il prestigioso patrimonio artistico locale e promuoverlo nel contesto territoriale e nazionale, mantenendo viva la consapevolezza di quanto sia necessaria la tutela dei linguaggi artistici, sia passati che attuali. Faenza ha ancora oggi capacità di creare arte e di essere fabbrica di cultura”.

Massimo Isola, assessore alla cultura e vicesindaco.

“Il messaggio che l’età neoclassica lascia, è la dimensione multidisciplinare e politecnica di un’arte aderente allo sviluppo della città. Il neoclassicismo fu frutto di idee che mettevano in discussione i paradigmi, esprimendo una capacità di innovare sulla tradizione. Arte e cultura sono un elemento imprescindibile dal contesto socio economico e produttivo. La parola chiave del neoclassicismo fu il mix tra produzione pubblica e privata. Con le visite guidate nelle residenze si riproporrà questa combinazione”.

Anna Colombi Ferretti, direttore di Palazzo Milzetti, Museo Nazionale del Neoclassicismo, in rappresentanza del Ministero dei Beni Culturali.

“L’età neoclassica fu un momento di grande significato per la storia della città. Esprimo ammirazione per il volume che documenta con precisione e cura quel periodo. Faenza giustamente è definita l’Atene della Romagna. Un ruolo particolare è riservato a Palazzo Milzetti, che in questi ultimi anni si è sempre più integrato con le associazioni e la vita culturale della città in cui risulta pienamente inserito e può rappresentare sempre più un biglietto da visita all’esterno”.

Un approfondito apparato fotografico supporta i testi di Franco Bertoni e Marcella Vitali, autori del libro.

Franco Bertoni si è soffermato sull’architettura.

“Sono due le figure di assoluto rilievo, di grande spessore: Giuseppe Pistocchi e il collega rivale Giovanni Antonio Antolini, originari di Faenza e Castelbolognese, ma di formazione romana, che furono espressione di indipendenza, eccellenza e visione prospettica. E poi Pietro Tomba che proseguì anche negli anni successivi l’attività. La creatività fu al centro del periodo neoclassico a Faenza di vero respiro europeo. Studiare e conoscere il passato è utile per la contemporaneità ed il libro ha quindi una precisa funzione da questo punto di vista. Indaga anni eroici e di rottura degli schemi.”

Marcella Vitali si è dedicata ad analizzare pittura, decorazione e scultura.

“L’obiettivo era di cogliere la magia irripetibile di quel periodo. Bertolani emerge come ideale regista della scena figurata, Trentanove scultore plastificatore con la bottega dei Ballanti Graziani, Giani pittore decoratore che a Palazzo Milzetti raggiunse l’apice, ma anche figure meno note. La città fu allora una vera “koinè” una “lingua comune” delle arti, di cui uno splendido esempio è nel “Ridotto” del teatro Masini appena restaurato la Galleria dei Cento Pacifici. Sede della magistratura preposta alla tutela dell’ordine pubblico, fu costruita dall’architetto Pistocchi, decorata dalle sculture del Trentanove, dagli interventi pittorici al quadraturista Barozzi e di Giani, allora al suo esordio a Faenza. Con il teatro Masini, la galleria dei Cento Pacifici apre la stagione dell’età neoclassica a Faenza che raggiungerà esiti di assoluta eccellenza”