Faenza. Dopo i congressi di circolo per l'elezione del segretario provinciale, che stanno iniziando a svolgersi proprio in questi giorni, giovedì 7 novembre partiranno le assemblee congressuali per la scelta del segretario nazionale, e i sostenitori di Renzi vogliono farsi trovare pronti.

“L'idea – spiega Manuela Rontini, coordinatrice provinciale dei Comitati Renzi – è quella di attivare, fin da questa prima assemblea, una raccolta di adesioni più ampia possibile, coinvolgendo tutti coloro che vogliono dare una mano, mettendo a disposizione di questa sfida idee, entusiasmo e proposte. L'obiettivo è costituire, in tutti i Comuni della Provincia di Ravenna, dei Comitati in vista della campagna congressuale che culminerà con le primarie dell'8 dicembre, aperte a tutti i cittadini elettori che vorranno parteciparvi”.

“Al centro del programma di Matteo ci sono idee chiare e concrete, per rimettere in moto un Paese bloccato, stando sulla frontiera del cambiamento. Tenere insieme crescita e giustizia sociale: perché il lavoro bisogna crearlo, con politiche per il credito e le imprese, e non solo aspettarlo con gli ammortizzatori; per non garantire solo i soliti, quelli che i diritti già ce li hanno, ma anche chi vive da precario. Fare dell'Italia un paese ecosostenibile che punta sulla cultura e sul turismo. – prosegue Manuela Rontini – Un paese in cui un fisco più equo e una burocrazia più leggera non strangolano i cittadini e le imprese, ma sono loro d'aiuto; in cui la giustizia non ci mette 10 anni a far rispettare i diritti delle persone; un'Italia in cui si investe su scuola, sanità e ricerca, e il futuro non è visto come una minaccia ma come un'opportunità. Insomma, come recita lo slogan scelto per la campagna congressuale, l'Italia cambia verso”.

“Ma nessun cambiamento è possibile se non si assicura al Partito democratico una guida autorevole, attrattiva, selezionata con una larga partecipazione popolare e riconosciuta dagli italiani. Per questo sosteniamo – conclude Rontini – Matteo Renzi Segretario, interpretando, almeno crediamo, un sentire diffuso: quello di migliaia di persone che chiedono al Pd di cambiare se stesso per vincere, governare e cambiare radicalmente l'Italia”.