Bologna. Gli utenti del servizio idrico in Emilia Romagna dovrebbero essere rimborsati della quota di remunerazione del capitale pagata in bolletta da luglio 2011 a dicembre 2011 come conseguenza diretta della vittoria dei si al referendum. L'Agenzia territoriale per i servizi idrici e rifiuti dell'Emilia Romagna (Atersir) si appresta a deliberare in merito alla restituzione. Alla base di questa delibera è la sentenza del Consiglio di Stato del 25 gennaio 2013 e le delibere dell'Aeeg (autorità incaricata dal governo Monti di definire la modalità di calcolo della  tariffa dopo il referendum) del 31 gennaio 2013 e del 25 giugno 2013.
L'Aeeg stabilisce che dalla quota complessiva della remunerazione del capitale dovuta agli utenti possono essere detratte le seguenti voci:
– Gli oneri fiscali effettivamente sostenuti sul risultato di esercizio e sul costo del personale per la quota del servizio idrico
– Gli oneri finanziari documentati sostenuti per indebitamenti accesi per gli investimenti nel servizio idrico
– Accantonamenti per svalutazione crediti nella misura ritenuta congrua dall'ente d'ambito (nel nostro caso Atersir)
L'importo così definito deve essere rivalutato in base all'inflazione 2012 e 2013 aumentato degli interessi e diviso per il numero delle utenze domestiche.

Tuttavia c’è discussione sul totale della somma effettivamente da rimborsare ai cittadini. Infatti, l’Atersir informa che questo calcolo (con dati forniti dalle stesse multiutility) porta per la regione Emilia Romagna ad un importo pari a 9 milioni di euro comprensivi degli interessi maturati. Invece i Comitati della Regione Emilia Romagna  hanno calcolato per lo stesso periodo una cifra di circa 40 milioni di euro corrispondenti all'intero ammontare della remunerazione più interessi. “Purtroppo nel calcolo predisposto da Atersir in particolare per le Multiutility Hera e Iren non esiste documentazione che attesti l'ammontare degli oneri finanziari sostenuti per l'idrico, infatti l'indebitamento è indifferenziato rispetto agli impieghi e la percentuale considerata del 43% rispetto al totale è del tutto arbitraria – sottolineano i rappresentanti del Comitato acqua -. Hera poi ad esempio ha un indebitamento di 2 miliardi e 800 milioni di euro, e ha erogato ai suoi  azionisti 800 milioni di dividendi, si può sostenere che questi potevano essere utilizzati per ridurre il debito.  Rileviamo quindi che il costo ipotizzato per gli interessi sul debito non è documentato e quindi non  detraibile. Riteniamo Illegittima la detrazione dell'accantonamento per svalutazione crediti, si accolla all'utente il rischio di riscossione che dipende in primis dalla capacità aziendale di recupero crediti. Pensiamo che sia di nuovo illegittimo che la restutuzione sia prevista solo per le utenze domestiche, al contrario devono essere coinvolte tutte le categorie di utenti”.

Altra discussione sul periodo “Consideriamo poi come venga preso a riferimento solo il periodo luglio / dicembre 2011 per effetto dell'approvazione del Metodo tariffario transitorio il 28 dicembre 2012 con effetto retroattivo all’1 gennaio 2012. L'Aeeg ha deliberato in  deroga al princioio di non retroattività degli atti amministrativi, pratica espressamente censurata dal Consiglio di Stato sezione IV n. 4301 del 09.09.2008 e sezione V n. 3920 del 30.06.2011. Atersir stessa non ha ancora deliberato l'applicazione del Mtt, richiedendo chiarimenti all'Aeeg per la difficoltà del metodo di calcolo e perchè sembra essere penalizzante per gli utenti rispetto all'attuale, comunque questa tariffa è stata impugnata presso il Tar Lombardia e la prima udienza è fissata per il 23 gennaio 2014”.

In pratica secondo i Comitati dell'Emilia Romagna debbono essere restituite tutte le quote relative al 2012 e al 2013 stimate in circa 150/180 milioni di euro. Da qui la richiesta ad Atersir di “effettuare l'integrale restituzione  della quota di rimunerazione del capitale dal 21 luglio 2011  al 31dicembre 2013; di restituire le quote a tutti gli utenti del servizio idrico integrato in ragione di quanto pagato da ciascuno; di rendere pubblica la seduta nella quale Atersir delibererà la suddetta restituzione; di rendere chiaramente visibile in bolletta la causale della restituzione con riferimento all'esito del referendum del 12/13 giugno 2011”.