Bologna. Un’anteprima di successo all’Europa cinema di Bologna per il documentario “H2A. L'acquedotto in amianto” realizzato da Giuliano Bugani e Daniele Marzeddu, con le riprese di Salvo Lucchese e le musiche di Pasquale Pettrone e Maudit Production. La sala piena con oltre 150 persone. Alla fine della proiezione, la maggior parte del pubblico è rimasta in sala per prendere parte alla discussione su ciò che si sa e ciò che non si sa sulla presenza di amianto nell’acquedotto di Bologna e sui suoi effetti. Una discussione che si è svolta, come nel documentario, nel silenzio delle autorità preposte a gestire l’acquedotto e a informare i cittadini.

Quasi tutti gli acquedotti pubblici in Italia sono in cemento-amianto e Bologna possiede circa 1.800 km di queste tubature dello stesso materiale: il documentario della durata di poco più di 30 minuti getta l’allarme sulla situazione delle tubature della città bolognese. Gli autori hanno cercato di intervistare tutte le istituzioni bolognesi: dal sindaco, Virginio Merola, agli assessori interessati, fino ai consiglieri di maggioranza e opposizione. Il risultato? Alcuni non hanno risposto ad altri, invece, come il primo cittadino, non interessava l’argomento. Gli unici a rispondere sono stati Pasquale Caviano di Centro democratico e Massimo Bugani, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Neanche Hera, che gestisce l’acquedotto, ha risposto all’invito. Il documentario si basa perciò su interviste ai cittadini: in pochi sono a conoscenza del problema. Quanto agli esperti, sia il presidente dell’Associazione esposti amianto, Vito Totire, sia Luciano Mutti, oncologo di Vercelli, sia Morando Soffritti, direttore scientifico dell’Istituto Ramazzini, concordano sul fatto che la fibra di amianto ingerita sia fortemente cancerogena. Il video documenta la difficoltà a reperire i dati da chi controlla le acque, ossia Asl, Arpa ed Hera.

Il documentario, prodotto grazie all’iniziativa dell’associazione Orfeonica di Bologna e all’azione di crowdfunding di cittadini e associazioni attraverso il sito di giornalismo partecipativo pubblicobene.it, ora è disponibile nella versione integrale online al link
youtube.com/watch?v=ZJbjOl0FwHc&feature=youtu.be . E’ quindi possibile divulgarlo, scaricarlo e proiettarlo grazie alla licenza creative commons.