Imola. Elio Gollini ha una biografia ricca, interessante e piena di risvolti umani.
Partigiano, uomo politico, cooperatore, organizzatore culturale, testimone e divulgatore: nelle numerose vesti, per lo più da dirigente, nelle quali ha svolto la sua attività, sempre ha messo in luce doti di umanità, precisione, dedizione senza secondi fini e disinteresse quanto mai rare e da apprezzare.

E’ nato a lmola nel 1924; diplomato alla Scuola Tecnica Industriale, operaio alla Cogne, poi disegnatore meccanico all’Orsa e Dalmata, ha partecipato con ruoli di primo piano alla Resistenza, prima nel movimento giovanile del Pci e nel Fronte della Gioventù imolese, poi addetto alla riproduzione e diffusione stampa clandestina, essendo redattore del periodico clandestino “La Comune”, di cui divenne direttore dal marzo al dicembre 1944.

Alla costituzione del Comando Piazza partigiano di Imola (settembre 1944) ne ha fatto parte in qualità di addetto ai servizi informazioni e Stato maggiore. Organizzatore delle squadre Sap in città e in collina, divenne vice-comandante di battaglione, poi di brigata nel settembre 1944. Sempre è rimasto legato con lucidità e fermezza alla memoria di quelle prime decisive esperienze di lotta ed emancipazione, le vicende partigiane lo hanno segnato per sempre.

Dopo la Liberazione, Gollini è stato dirigente politico di primo piano del Pci e pubblico amministratore, consigliere comunale e provinciale per diverse legislature, vicepresidente Ami.
Pur ricoprendo tali incarichi di prestigio, ha sempre lavorato ed è fra i soci fondatori della cooperativa Cir, dove ha operato fino al 1983 anche con funzioni dirigenti. L’attaccamento ai valori del lavoro, dell’impegno concreto nella prospettiva di realizzare il bene comune, è altra caratteristica peculiare della sua personalità.

E’ stato dunque cooperatore ed è stato eletto a partecipare e dirigere organismi della Lega nazionale delle cooperative: è stato presidente del coordinamento della Lega delle cooperative imolesi (l’attuale Federcoop).
Come politico, consigliere comunale e provinciale e dirigente del Pci, sempre ha avuto atteggiamenti di apertura e di approccio ai problemi senza pregiudizi o chiusure settarie, bensì di disponibilità al dialogo ed al confronto.

E’ stato a lungo presidente dell’Anpi ed, infine, del Cidra, dal momento della costituzione di tale istituto fino a pochi anni fa, animatore instancabile e preciso e curatore delle raccolte di documenti e materiali vari. Si può dire che si deve soprattutto a lui l’esistenza e la forza di tale Istituto storico che raccoglie tanti importanti materiali del territorio: in tale veste si è dedicato con tutto sé stesso all'opera di recupero, conservazione e divulgazione della memoria storica.

Infatti, Gollini già a suo tempo durante la Resistenza ha conservato preziosi originali della stampa clandestina prodotta e/o diffusa nell'lmolese dal 1943 al 1945, documenti riguardanti le decisioni politiche e militari, la corrispondenza fra Imola e Bologna del Pci, i rapporti con le brigate partigiane, con il Cumer (Comando unico militare Emilia-Romagna), i Gruppi di difesa della donna, i movimenti sindacali. Tutto ciò ha costituito la base per la raccolta di quel primo nucleo di documenti e materiali che ha permesso l’avvio del Cidra.

Poi, vi sono le carte d'archivio di un secondo versamento (anni postbellici) riguardano appunto l'attività nella Cir e nelle cooperative: trattasi di verbali, relazioni amministrative e organizzative inerenti la funzionalità delle aziende. Sono conservati anche moltissimi documenti dell'attività di consigliere comunale e provinciale, dove emerge la dialettica politica, l'attività congressuale ed elettorale, i problemi delle aziende municipalizzate.

Dopo di ciò, il Cidra, ormai consolidato, ha potuto arricchirsi di numerosi altri fondi archivistici e bibliotecari, dei quali Elio Gollini si è impegnato a garantire la corretta conservazione e la fruizione. Non solo, ha soprattutto saputo raccontare ai giovani in visita, o direttamente nelle classi, la storia vissuta da protagonista di primo piano, senza tuttavia mai lasciarsi andare alla retorica o al sentimentalismo: ha avuto ed ha una invidiabile capacità di saper gestire il racconto ed il confronto con equilibrio, sicuro delle proprie idee, ma anche aperto al dialogo ed alle osservazioni e domande.

Ha anche lasciato preziose memorie, oltre ai materiali, che sono stati la fonte della monografia dattiloscritta “La Resistenza e la guerra nell'Imolese” a cui hanno fatto riferimento storici e ricercatori della lotta di Resistenza partigiana e civile, così come è prezioso il dattiloscritto “Il partigiano Sole” (suo nome di battaglia durante la guerra di Liberazione) di taglio diaristico, tratto da note mensili del periodo clandestino; non mancano numerosissimi articoli di giornale, tra i quali spicca una ricca ed articolata cronologia della lotta partigiana e della guerra nell’imolese, uscita a puntate sul settimanale locale, poi riunita in una preziosa raccolta. Infine, ricordiamo l’importante volume “Sole, Bianco e Mezzanotte. Imola tra guerra e ricostruzione 1940-1950”, ricco di documenti e testimonianze dal vivo, che rappresenta base decisiva per chi intende accostarsi alla realtà delle vicende di quegli anni.
Fino all’ultimo ha collaborato con scrittori e su pubblicazioni riguardanti la Resistenza e la storia imolese.
(Marco Pelliconi)