Rompere con il passato: Questa pare la parola d'ordine.
E allora, come si rompe con il passato quando si tratta di demolire l'immagine di un partito che è sembrato per anni un ufficio di collocamento?

“Credo che questa immagine sia davvero ingenerosa. Il Pd è il partito più importante in Italia, dal quale ancora tanti italiani si sentono rappresentati. Credo che, per diventare una guida politica seria e riconosciuta, il nostro partito non debba però chiudersi in se stesso, nel vizio di considerare le dinamiche interne più importanti dell’elaborazione e della progettualità, aprendosi maggiormente alla società, favorendo i processi di partecipazione, accogliendo tutte le idee indipendentemente da chi le propone.”

Come si rompe con il passato per quel che riguarda gli stipendi robusti  di coloro che occupano posizioni societarie grazie al Pd? Non credete che questi continui “scandali” abbiano allontanato tanti iscritti?

“Non mi sembrano due elementi correlati. Gli amministratori di società pubbliche devono ricevere un compenso adeguato alla prestazione svolta e alle responsabilità che si assumono. Comunque ritengo del tutto legittimo che le aziende pubbliche esercitino la loro attività aderendo anche a criteri delineati da un indirizzo politico.”

Come fa un segretario uscente a dire che lui di iscritti e di finanze del partito sa davvero poco?

“Per il segretario di un partito il calo degli iscritti è uno dei principali problemi di cui deve occuparsi, analizzandone i motivi e cercando le soluzioni.”

Ricostruire l'immagine di un partito che non sembri soltanto un appendice (lobbistica talvolta) delle amministrazioni: quali sono i primi atti necessari e credibili?

“Il Partito deve mostrare la sua autonomia rispetto ai livelli di governo centrale e locale, elaborando una propria proposta politica in grado di orientare le scelte di chi è chiamato ad amministrare le nostre comunità.”

Sempre abbiamo sentito i dirigenti (soprattutto dopo elezioni poco esaltanti) dichiarare che il partito aveva bisogno di sangue nuovo, di trasparenza, di coraggio, di confronto.
Anche voi lo avete detto e siamo comunque a questo punto.
Come possiamo fidarci di chi oggi si propone diverso e attento al nuovo?
“Credo che il partito debba essere rappresentato da persone che stanno in mezzo alla gente, che vivono quotidianamente i medesimi problemi e le stesse difficoltà. Questa è l'unica novità che garantisce equilibrio e vera autonomia. Essere dirigenti di un partito è una grande e bella responsabilità, un onore che non può esaurirsi in una prospettiva di vita lavorativa, con avanzamenti di carriera attuati con logiche di cooptazione.”

(m.z.)