Spett. redazione,
mi è arrivata  ultima bolletta gas metano e luce: gas metano 59,04 euro; luce elettrica 44,66; totale 103,70 euro.
Ho fatto l’autolettura, ma i conti non tornano per il metano da riscaldamento… mi reco presso gli uffici di via Casalegno a Imola.

A fronte dei 59,04 euro ho consumato 37 metri cubi secondo l’autolettura che faccio regolarmente e secondo quanto calcolato avrei dovuto pagare 37 euro, visto che la tariffa, incluse le tasse, alla penultima rilevazione, segnalatemi dallo sportello era di un euro al metro cubo.
Chiedo lumi all impiegata del punto di ascolto… noto un certo imbarazzo. Mi informa che ci sarebbe una voce, per  un deposito cauzionale sotto la voce oneri diversi di euro 9,48, per le bollette eventualmente non pagate. Cado dalle nuvole, non ne conoscevo l’esistenza. Intanto un altro cliente lì per lo stesso motivo urla: “Vanno denunciati!”.
Noto la strana presenza di  una guardia giurata, con la divisa  di un noto istituto di vigilanza, che osserva la scena.

A questo punto ho fatto notare all’impiegata, che tolta la discutibile cauzione, rimangono però 49 euro e per arrivare ai 37 della mia autolettura ne mancano ancora 14. A quel punto compare una signora uscita da un ufficio, forse una dirigente che mi esclama senza che l’abbia interpellata: “Abbiamo capito!” e mi invita a prendere il biglietto salvacode e a recarmi allo sportello n. 8/e.

Rifaccio presente all’impiegata che i conti non tornano. Dopo un controllo anche lei esclama: “Abbiamo capito! Lei forse non lo sa ma da maggio il costo del metano da riscaldamento è passato da un 1 euro a un 1,29. Rimango allibito! E le chiedo quale informazione hanno dato ai clienti. Risposta: “Potete documentarvi guardando la tv e leggendo i giornali”. Ma no è finita: scopro che il consumo segnato sulla bolletta non coincide con della mia autolettura Invece dei 37 metri cubi, ve n’è uno stabilito da loro e da un misterioso “coefficiente” che lievita aumenta il consumo fino a 38,258 metri cubi. Al che devo sorbirmi l’ultima amenità dell’impiegata sempre più imbarazzata. “Se n’è accorto perchè ha una bolletta piccola”… sono trasecolato!

Mi avvicino all’uscita e la guardia giurata con sguardo indagatore mi scruta. Ho capito tutto: lo stipendio glielo paghiamo dalla bolletta per proteggere e informare i dirigenti dai clienti oramai letteralmente giù di testa da questa autentica malversazione, per non dire rapina legalizzata. Ammesso che tutto questo sia legale.

(Francesco Grandi)