Caro Direttore,
mi sono stampato la Costituzione della Repubblica Italiana, me la sono letta attentamente più volte: è fatta bene, peccato che non venga applicata e resti, in pratica, un elenco di buone intenzioni!
Ci sarebbe da scrivere un trattato solo per evidenziare le differenze fra quello che era il sogno dei “padri fondatori” della Repubblica e quella che è l’amara realtà di oggi… di sicuro chi ci ha governato negli ultimi 30 anni, ha letto la Costituzione per “aggirarla” non per applicarla. Mi limito a citare alcune semplici cose… il lavoro ad esempio!

L’Art. 1 dice che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro.
L’Art. 4 dice che “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto”. Però Elsa Fornero dice che il lavoro non è un diritto! Con quello che la paghiamo, una sbirciatina alla Costituzione poteva anche dargliela.
Sempre riguardo il lavoro, l’Art. 35 tutela il lavoro in tutte le sue forme… formazione, elevazione professionale… favorisce accordi intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
L’Art. 36 recita: “Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e, in ogni caso, sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia, un’esistenza libera e dignitosa”.
Com’è possibile vivere “un’esistenza libera e dignitosa” con 600 euro al mese, oppure da esodati, o andando a mangiare alla Caritas? È talmente elementare che non possono non saperlo!

Riguardo la scuola, Art. 34: “L’istruzione inferiore impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi… borse di studio, assegni famigliari e altre provvidenze…”.
L’Art. 9  dice che “La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tradotto in italiano, significa che, fino alla terza media, non dovrebbe esserci nessuna spesa scolastica. Ma allora perché un bambino viene mandato a casa da scuola perché, col padre esodato, non può pagare 2,5 euro di mensa? E perché un bambino cieco è rifiutato alla scuola dell’obbligo perché mancano insegnanti di sostegno e libri scritti in “Brille”? Chi di dovere, non cerca soluzioni: si limita a dire che non è compito suo e si defila rendendosi irreperibile.

Dopo la medie, i più meritevoli, anche se figli di un disoccupato, dovrebbero essere messi in condizione tale da poter laurearsi. Politici insigni, tuttologi e ministri della Repubblica dicono che l’istruzione non serve per mangiare col risultato che siamo gli ultimi, in Europa, per lo studio di materie primarie come la lingua nazionale e la matematica! I figli dei politici, dei tuttologi e dei ministri però studiano tutti così saranno loro a occupare, in futuro, il posto dei padri: la casta si difende tramandando il potere di padre in figlio! La cultura non è considerata un patrimonio bensì un nemico da battere perché non si piega!
La ricerca tecnica e scientifica, per il bene della Nazione, dovrebbe essere incentivata e non “tagliata” e non dovrebbero nemmeno esserci numeri chiusi a certe facoltà universitarie.

L’Art. 3, nella sua seconda parte, dice che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto le libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione, etc. etc”.
L’Art. 4, dice che il cittadino ha il dovere di svolgere “secondo le proprie possibilità e la propria scelta un’attività o funzione che concorra al progresso materiale o morale della società”.
La scelta perciò deve essere libera e non “filtrata” da concorsi, tanto più che – in Italia – non sono mai trasparenti!
Forse avremmo, ad esempio, medici o ingegneri più del necessario… forse solo i migliori riuscirebbero a svolgere la professione di medico o ingegnere… forse la concorrenza abbasserebbe i prezzi delle prestazioni in libera professione e non sarebbe nemmeno un male!

L’Art. 28 recita: “I funzionari e dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile, si estende allo Stato e agli enti pubblici”.
Vi ricordate quanti hanno imparato di essere indagati leggendolo sui giornali in violazione della segretezza del segreto istruttorio? C’è mai stato un responsabile condannato per questo?
Chi ha mai pagato danni dovuti a errori della burocrazia o della Giustizia? Quanti medici sono stati puniti per aver certificato falsi invalidi frodando lo Stato cioè noi?

È di poco fa, mentre stavo scrivendo, che il telegiornale ha detto che l’Italia è stata multata perché la nostra Corte di Cassazione non ha accolto una norma europea causando molti anni di ritardo nella risoluzione di un processo… ma la Magistratura non pagherà la sanzione perché non si è tenuto conto dei due referendum popolari che le attribuirebbero la responsabilità civile…
Come può essere democratica una Repubblica che disattende le volontà del popolo su magistratura, e finanziamenti ai partiti? Potrei continuare scrivendo altre venti lettere perché gli articoli sono 139 più 18 norme transitorie ma mi limito a dire che vorrei cambiare una cosa, una sola! Vorrei togliere la seconda parte dell’Art. 59 : “Il Presidente della Repubblica può nominare Senatori a vita cinque cittadini che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti, etc. etc”. A parte il costo dei senatori, se si andrà ad una riduzione del numero dei parlamentari – sembra che arriveremo a 500 anche se non si sa bene quando – il rischio è di trovarci una quindicina di senatori a vita – non eletti dal popolo – che, rappresentando 1,5% del totale, potrebbero condizionare l’operato degli eletti dal popolo!
A parte questo, la Costituzione va benissimo… é usata in modo distorto, è come una Ferrari in mano a gente senza patente!

(Gian Franco Bonanni)