Noi esuli irriconoscenti del Pd non andremo a votare per scegliere il segretario provinciale ravennate. Il senso di colpa, che sempre insorge in un dissidente di sinistra, questa volta non ci tratterrà dal proposito. Troppo a lungo lo abbiamo scambiato per senso di responsabilità.

Dopo esserci chiesti se non stessimo sbagliando a criticare, a invocare un confronto, maggiore partecipazione, l'apertura alla società, inutilmente, fino a sentirci stranieri sopportati in casa nostra, abbiamo capito, incontrandoci per strada, parlando, twittando, che non siamo noi la minoranza insensibile alle ragioni di una comunità volontaria di donne e di uomini, che le migliaia di appassionati militanti che hanno dato vita a una diaspora silenziosa sono la maggioranza, che siamo il Pd fuori dal Pd.

Senza sedi, senza rappresentanti, senza un disegno politico che non sia il desiderio di un Pd migliore. Conosciamo le persone e leggiamo i programmi. Non c’è nessun pensiero nuovo in giro. Quando arriverà, speriamo al più presto, perché l'Italia, prima ancora del Pd, ne ha bisogno, lo riconosceremo.

(Guido Tampieri)

PS. Molti di noi hanno criticato, a torto o a ragione, le scelte di Bersani quando era alla guida del Pd. Chi le ha sottoscritte tutte ora dovrebbe avere rispetto, di sé e di lui. Il gallo non ha ancora cantato per la terza volta?