Riceviamo e pubblichiamo questo intervento dell'Associazione a tutela del territorio e della salute della Bassa Romagna e una lettera di una mamma di Alfonsine .

Cari cittadini dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, è utile ricordare che il percorso su cui è nata l’“Associazione a tutela del territorio e della Salute della Bassa Romagna” sarà lungo e tortuoso, fatto di tante piccole battaglie, di gioie e dolori, di rassegnazione e soddisfazioni, ma  sempre convinti e pienamente consapevoli della giusta causa per il raggiungimento degli obiettivi.
Mercoledì 29 ottobre 2013, al Consiglio dell’Unione della Bassa Romagna, svoltosi a Lugo di Romagna, abbiamo ottenuto un  primo  sostanziale risultato, fondamentale per il percorso dell'associazione: siamo stati riconosciuti proprio dal Consiglio come rappresentativi di cittadini dell'Unione, presentati come un interlocutore moderato, ragionevole e rispettoso ma per questo non accondiscendente verso le istituzioni e le amministrazioni locali e centrali.
Essere ascoltati direttamente tramite l'intervento del suo vicepresidente, Stefano Gemignani, presente al Consiglio dopo che era fallito anche l'ultimo tentativo di mediazione la riteniamo una vittoria dell'associazione  che ha “convinto” il presidente del Consiglio dell'Unione ed il presidente dell'Unione a derogare ad un formalismo istituzionale che avrebbe diversamente suscitato indignazione fra i cittadini dell'Unione presenti alla seduta pubblica e successivamente nell'opinione pubblica in generale.

La citazione di Tonino Guerra, della sua poesia, del suo amore per la terra di Romagna, della sua passione per le cose semplici, del suo accorato appello ai sindaci, sembra aver risvegliato gli animi dei presenti in sala che si sono liberati in un applauso accalorato a fine intervento. Lo stesso dicasi per il presidente Cortesi che nel discorso conclusivo ha richiamato più volte i valori della nostra cara terra di Romagna e lo spirito dei cittadini che vi abitano. “Preso atto della dichiarata disponibilità delle istituzioni locali al confronto, alla concertazione, alla programmazione di assemblee pubbliche, alla divulgazione e trasparenza sulle procedure e sugli atti formali inerenti il progetto Stogit, l’associazione – afferma il suo Presidente, avv. Claudio Fabbri – si dichiara fin da ora pronta ad un confronto serrato in maniera civile e democratica nel merito e nel metodo, ma ferma e decisa nel perseguire il raggiungimento degli obiettivi e degli scopi per cui l'Associazione stessa esiste. Noi non siamo contrari all’impiego del gas naturale. Ma non vogliamo la Centrale di stoccaggio perché a nostro avviso è una mera speculazione di chi la vuole realizzare e non ha alcuna utilità per il nostro territorio. Anzi, le ricadute negative, come si legge anche nel progetto, sono davvero importanti, sia sotto il profilo dell’inquinamento atmosferico, della subsidenza, della sismicità indotta, a tacer d’altro. Ribadisco che non siamo contrari all’uso del gas naturale. Noi vogliamo promuovere lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e rispettare la vocazione agricola del nostro territorio, così ricco ed al tempo stesso tanto fragile, bisognoso di cure amorevoli e di attenzioni. E faremo tutto quanto in nostro potere per essere ascoltati dalle Istituzioni e dai nostri concittadini”.
 
Cuore e passione, ragione e sentimento questo sono i cittadini dell'Unione della Bassa Romagna che meritano rispetto e voce in capitolo. Per questo motivo, riteniamo doveroso pubblicare una lettera aperta che ci ha inviato una mamma e che rappresenta molto bene il sentito di tante altre mamme.

Miei cari concittadini,
Il 15 luglio scorso Stogit SpA ha depositato presso il ministero dello Sviluppo economico un progetto per la realizzazione nel territorio dei Comuni di Alfonsine e Lugo (precisamente a Voltana) di una nuova centrale di stoccaggio gas che comprometterà irreversibilmente il nostro territorio (andrà ad occupare 11 ettari!), la nostra salute e quella dei nostri figli. Con questa lettera vorrei sensibilizzare e spiegare con parole molto semplici le mie paure riguardo al progetto dell’impianto e alla possibilità di vivere vicino ad esso, in quanto cittadina di Alfonsine sento che è un mio diritto. Io sono una semplice mamma e casalinga che ha letto il progetto Stogit e vi posso dire che mi è risultato chiaro che i rischi di eventuali incidenti sono dichiarati, indipendentemente dalla percentuale di probabilità di avvenimento, più o meno gravi. La pericolosità dell’impianto stoccaggio gas che Stogit propone di costruire nei nostri Comuni è reale. Fermarsi al solo limitare o ridurre gli eventuali danni non ha buon senso. Perché impuntarsi a costruire impianti del genere se la sicurezza dei cittadini rimane sempre e comunque incerta? Non bastano i normali pericoli della natura, solo al pensiero di dover sostenere un Piano di evacuazione per un impianto studiato e costruito dall’uomo dovrebbe rendere l’idea dell’assoluta insostenibilità del progetto. Vorrei ricordarvi che la centrale sarà costruita nella zona di Fiumazzo – Taglio Corelli, ma il gas stoccato e le tubazioni (Flowlines) le avrà sotto i piedi tutto il paese di Alfonsine, le condotte si estendono spesso e per molte decine di chilometri oltre i confini di stabilimento. Noi cittadini cosa dobbiamo fare? Aspettare che ci sia un incidente in altre centrali come questa e magari con delle vittime per capire che è pericoloso? Io mi auguro proprio di no.

Il progetto della centrale e la sua costruzione va contro ogni buon senso, provocherà danni in modo irrecuperabile all’ambiente e alla natura che ci circonda, inquinando l’aria e le falde acquifere a causa degli ossidi di azoto e delle polveri sottili che verranno immesse nell’aria una volta che la centrale sarà in funzione, nonché per l’aumento del traffico. Stimolerà la subsidenza, incentiverà la sismicità indotta. L’unico vantaggio sarà quello economico per i gruppi Stogit – Snam o di chi per essi, che useranno la nostra terra come un serbatoio, e attenzione il gas non servirà per il nostro fabbisogno energetico ma sarà rivenduto all’estero.

Mi chiedo ma i sindaci e gli amministratori dei nostri comuni indipendentemente da qualsiasi schieramento politico siano hanno il compito della salvaguardia dei loro cittadini e del loro territorio? Si o No? Io fino a qualche tempo fa credevo di si, ora non mi spiego come si possa appoggiare un progetto come questo che va contro la sicurezza, la tutela e la salute di tutti noi.
La nostra qualità di vita, le nostre case, le nostre terre non possono essere scambiate o comprate da multinazionali nemmeno per tutto l’oro del mondo! Qui vi riporto alcune semplici domande che mi sono fatta riguardo la centrale, riuscite a darvi delle risposte che vi faranno dormire sereni la notte?
– Posso fidarmi senza alcun dubbio del gestore Stogit?
– Sono sicura che mai e dico mai accadrà un incidente che coinvolgerà anche i cittadini che abitano in centro ad Alfonsine?
– Non bastano i pericoli della natura a complicarci la vita? E mi riferisco a terremoti, inondazioni, trombe d’aria e fenomeni simili.
 – Mi chiedo: ma come può il Comune barattare la salute dei propri cittadini con il denaro che Stogit gli verserà a titolo di indennizzo?
– E’ giusto che le istituzioni decidano questo tipo di interventi relegando la cittadinanza a ruolo di semplice spettatrice?  
–  E se un giorno ci cadessero in testa le nostre case come è successo a Mirandola?  Dopo potremmo lamentarci e piangere o sarebbe stato meglio far qualcosa prima?
– Mio figlio o mio nipote in che posto e in che contesto vorrei che vivessero, in una società dominata da interessi economici a scapito della qualità dell’aria che si respira?

Vi ringrazio per il tempo usato per leggere questa mia lettera e se anche voi vi sentite coinvolti non aspettate che siano altri a risolvere i problemi della nostra comunità… che voi siate giovani o un po’ su con l’età non importa, uniamoci, sosteniamoci l’uno con l’altro per un oggi e per un domani migliore, per tutti! Vi saluto.
Una mamma molto preoccupata.

P.S. Faccio parte della “Associazione a tutela del territorio e della salute della Bassa Romagna” che e’ contraria al progetto stogit di realizzazione della centrale di stoccaggio di gas naturale denominata “Alfonsine”, se siete interessati contattateci, c’è bisogno di ognuno di voi. Per aderire all’associazione basta avere compiuto 18 anni. L’associazione è apartitica e ha lo scopo di informare la cittadinanza di quanto sta accadendo e di impedire la realizzazione di questo sciagurato progetto.
Contatti: pagina Facebook “Associazione contro la centrale di stoccaggio Stogit di gas – Alfonsine”