Gentile direttore,
ho letto qualche giorno fa sulle pagine di cronaca imolese del Corriere Romagna un titolo con un virgolettato attribuito a Daniele Manca. Il sindaco avrebbe sostenuto, in un suo discorso, che “Il rumore fa parte delle nostre radici”. Tema: l’autodromo; luogo e circostanza: i campi comunali del tennis che in quel giorno (19 ottobre) venivano solennemente intitolati a Camillo Cacciari.
Io ero presente e posso dire che il sindaco non ha detto così. È vero che Mario Cacciari, ricordando lo zio fucilato dai tedeschi nel 1943, ringraziava il contiguo autodromo di essere, in quel giorno e per quella toccante cerimonia, silenzioso. Ma il sindaco, concludendo la celebrazione, ha voluto ampiamente argomentare al riguardo. Due i principali assunti: primo, l’attività dell’autodromo non può non far rumore; secondo, l’autodromo fa parte delle nostre radici. Il giornalista, certamente un giovane ferrato nella logica, ha riassunto con rigore sillogistico la posizione del sindaco: “il rumore fa parte delle nostre radici”.
Intanto per tenere vivo l’autodromo si comincia con il cambiamento del senso di percorrenza del viale Dante. Sarà la concretizzazione sul piano locale del programma di Renzi: “cambiare verso all’Italia”. O forse ha ragione Alessandro Baricco che qualche giorno fa alla Leopolda ha detto: “Renzi deve essere una rivoluzione culturale,  e c'è in giro gente tutta abbastanza renziana, hanno capito che conviene così, ma quello che hanno in testa non si è spostato di un millimetro”.
(Giuliana Zanelli)