Una notizia falsa. Secondo le due consiglieri del Pd, Alice Sieli e Selena Mascia, sarebbe quella che “leggilanotizia” ha riportato in  merito alla variante al Prg attuale con la quale si rendono edificabili tre aree verdi di proprietà comunale in via Zara, via Montericco e via Kolbe.

Al di là dell’accusa di falsità, ciò che preoccupa nel loro intervento pubblicato sul settimanale “sabato sera” nella pagina “Lettere e commenti” del 31 ottobre, è la pochezza delle loro argomentazioni e la superficialità dei loro argomenti, quando invece da un amministratore ci si aspetterebbe precisione e rigore.

Ma andiamo con ordine. Viene riportata con evidenza una cartina nella quale “si dimostra ampiamente che si tratta di una porzione di terreno sita tra altre case, tutte sui bordi dell’asse attrezzato e non certo in mezzo ad alberi o campi gioco per bambini”. Viene il dubbio che le due consiglieri non abbiano visto dal vero la situazione. L’area verde non è certo sita tra le altre case, abitazioni sono solo sul versante nord, mentre dalla parte opposta c’è terreno libero che scorre attorno alla palestra dell’Itis. Parte di quell’area è destinata alla sgambatura per i cani, l’altra è parte integrante del parco esistente. Tanto che la ciclopedonale ivi presente è usata dagli studenti nelle ore di ginnastica. Certo si può sempre dire cosa volete che sino 7.000 metri quadrati di terreno?
Costruire in quell’area significherà andare ad intaccare un equilibrio raggiunto negli anni e, certamente, per creare i passaggi per i mezzi di servizio, i parcheggi e la strada di servizio si andrà a rovinare parte dell’area che resterà verde. Ci vorranno anni per un ritorno alla normalità… con 7.000 metri quadrati in meno di verde e con lo spazio aperto che dava sulla collina chiuso da nuovi palazzi.

Ma al di là di queste “sciocchezze” ciò che preoccupa nel loro scritto è la totale mancanza di lettura del territorio. Ma sanno le due consigliere che quel terreno è zona di ricarica della falda? E cosa comporta la cementificazione? E con quale naturalezza ci dicono che le case saranno costruite ai bordi dell’asse attrezzato. Ma si rendono conto che chi abiterà in quegli appartamenti la mattina aprirà le sue finestre su un asse di grande scorrimento, con molti mezzi pesanti, a maggior ragione quando sarà finito il secondo stralcio? Sanno cosa significa in termini di inquinamento atmosferico ed acustico? Respirare a pieni polmoni anidride carbonica e avere nelle orecchie continuamente  il rumore del traffico! Mi sarei aspettato da amministratori pubblici la proposta di dividere quell’area verde dall’asse attrezzato con una grande fascia boscata, macchè ci mettiamo invece delle case.

E ancora dimostrano di non conoscere la variante in questione e nemmeno quel Psc appena adottato, che anche loro hanno, quindi, votato. Ci dicono che l’area di via Kolbe è “appetibile al privato per lo più a fini residenziali, comunque in linea con quanto previsto dal Psc e mai depauperando il patrimonio di parchi ed aree pubbliche cittadine”.

Basta leggersi ciò che viene riportato nella documentazione alla variante in oggetto L’area oggetto di variante (quella di via Kolbe, nda) è individuata nel vigente PRG nel foglio 15: – della tav. 1/A “Disposizioni strutturali: trasformazioni fisiche ammissibili e utilizzazioni compatibili“ ove è classificata come “Zone Fd – zone urbane a organizzazione morfologica specialistica con dominanza di spazi scoperti”, quindi disciplinata dall’art. 41 delle NTA; della tav. 2/A “Disposizione programmatiche: trasformazioni fisiche e utilizzazioni consentite“ ove è posto il vincolo parco gioco e sport, quindi disciplinato dall’art. 74 delle NTA.

Nel PSC l’area è individuata nei fogli 3 e 4 della Tav. 1 “Progetto di assetto del territorio” come zona D – Attrezzature e spazi collettivi esistenti di maggiore rilevanza.  Dal foglio 4 della Tav. 3 “Tutele relative alla vulnerabilità e sicurezza del territorio” si evince che l’area è ricompresa tra le “aree di ricarica di tipo A” ed i “terrazzi alluvionali” così come definiti dal PTCP.

Nel RUE l’area è individuata in tav. 1a al foglio 15 ed è classificata parte come zona D_F.c (Verde pubblico attrezzato) disciplinata dall’art. 7.3.6 e parte come zona DD_G.c – Attrezzature ed impianti sportivi pubblici disciplinata dall’art. 7.3.7.

Per chi non l’avesse capito nel Prg questa area è considerata con “vincolo parco gioco e sporte nel Psc si afferma “che l’area è ricompresa tra le ‘aree di ricarica di tipo A’ ed i ‘terrazzi alluvionali’ così come definiti dal PTCP”. Infine il Rue (Regolamento urbanistico edilizio) che accompagna il Psc la considera come area per “Attrezzature ed impianti sportivi pubblici disciplinata dall’art. 7.3.7.”. Quindi parliamo di un’area da tutelare come zona di ricarica della falda e comunque sia, nel Prg che nel Psc, inquadrata come area a verde pubblico attrezzato, quale in effetti è.
E’ o non è questa variante un depauperamento del patrimonio di parchi ed aree pubbliche cittadine? A nostro avviso sì, a meno che i soliti 7.000 metri quadrati di terreno non contino niente. La stessa cosa vale per via Zara, solo l'area di via Montericco nel Psc è già prevista come edificabile.

Dopo di che permettetemi una valutazione politica: era proprio necessario rubare altri 30.000 metri quadrati di terreno verde per fare abitazioni? Per trovare la risposta consiglierei alle due consigliere del Pd di andarsi a leggere o a farsi spiegare il Psc, che anche loro hanno contribuito ad adottare: non bastano i 3.500 nuovi edifici previsti? Ai quali vanno aggiunti quelli che non  sono stati ancora edificati del Prg vigente, ai quali vanno aggiunti gli oltre 2.500 appartamenti vuoti esistenti nel comune di Imola (fonte ex assessore Bondi nelle schede recapitate a “Salviamo il Paesaggio”). Ai lettori l’ardua risposta.

Vorrei però chiudere queste riflessioni con la parte che più mi interessa. Ogni qual volta che c’è da difendere delle scelte indifendibile si solleva sempre la solita questione: il tema di come sostenere i servizi, il tema della sostenibilità delle politiche locali per le famiglie, gli anziani e l’infanzia.

Ma come non avete aumentato l’Irpef del 2.5 per mille per tale scopo? Non basta? Sono altre le politiche che un Comune virtuoso dovrebbe mettere in campo più che vendere o svendere immobili pubblici (l’ex Circoli, l’ex sede della Vassura Baroncini, l’elenco potrebbe essere infinito) e le aree verdi.

Non è necessario essere dei grandi economisti per capire che i servizi pubblici non si finanziano con le dismissioni, una volta finiti i gioielli di famiglia ci troveremo messi peggio di prima, allora sì con la prospettiva di chiudere servizi o ridimensionarli. Chi oggi opera in questo modo ci prepara un futuro davvero rischioso.

L’ammettiamo: siamo davvero stanchi di questa litania. Permetteteci, quindi, in chiusura un po’ di sano populismo. Cosa pensano le due consigliere dei soldi che ConAmi, quindi soldi di tutti noi, ha gettato e continua  a gettare (2.300.000 euro solo per chiudere il buco di bilancio di Formula Imola del 2012) in quel pozzo senza fondo dell’autodromo? Non potrebbero essere quelle risorse parte di ciò che serve per garantire la qualità dei nostri servizi, piuttosto che vendere terreno pubblico?

Come cittadini siamo fregati due volte: dal ConAmi che getta al vento soldi che sono anche nostri, e dal Comune che svende il suo patrimonio, quello di tutti noi.

Aspettiamo con ansia il loro prossimo intervento per capire il loro pensiero.  

(Valerio Zanotti)

P.S. leggilanotizia è disponibile a pubblicare futuri interventi delle consigliere in questione o di altri esponenti del Pd, basta inviare a direttore@leggilanotizia.it