Spett. redazione,
ci si dovrà abituare anche se sarà difficile. Forse, a ben pensare, ci siamo già abituati e non ci facciamo più caso, non diamo importanza, una scrollata di spalle e via. La gestione della cosa pubblica non dovrebbe essere condotta così, satura di mezzucci, mezze verità e menzogne intere. Qualcuno di noi si è abituato “un po' meno” e cerca di tenere alta l'attenzione circa la verità, quasi potesse servire… Oggi, per esempio, stando al sito ufficiale dell'autodromo di Imola, 3 novembre 2013, si sarebbe dovuto trattare di una giornata in cui si può entrare in pista e fare 20 minuti di giri con la propria auto, targata come tutte le altre che ogni giorno vediamo in giro per le strade della nostra città, spendendo poco e con il solo obbligo del casco.
La grande bufala dell'autodromo aperto “a tutti i cittadini” è servita. Si avesse almeno la capacità e la coerenza delle proprie idee e scelte! No, neppure quello. Oggi sulla pista correvano auto che nulla hanno di “normale”, di targato, di serie. Auto poco più alte di un metro, con tanto di roll-bar con presa d'aria incorporata, e della targa neppure l'ombra. Vi siete mai trovati fermi al semaforo con a fianco un prototipo sospinto da un motorino di tremila centimetri cubi di cilindrata ed il solo posto per il pilota? No? Siete distratti, ecco la verità.
Di sicuro i piloti portavano il casco: noi la verità preferiamo dirla. Come di consueto prendiamo fotografie di quanto vediamo: ci hanno già apostrofati come bugiardi e strumentalizzatori di bimbi (a quando che li mangiamo?) e per questo ci siamo armati… di macchina fotografica. Potremmo allegarle a conferma di quanto affermiamo, ma servirebbe? Potrebbe portare anche una sola goccia al secchio ormai colmo delle nostre denunce? Servirebbe a chiarire una volta per tutte che ci raccontano una cosa e ne fanno un'altra? No di certo, ma quello che vediamo continuiamo a scriverlo. E continueremo.
 
(Cittadini per un autodromo diverso)