Castel San Pietro Terme(Bo). Il padre morto, ucciso dalla mafia. Il figlio che si fa uomo diventa anch’egli padre. Racconta la ribellione all’oblio, la rivolta contro la prudenza dei giusti, il sofferto rammentare l’omertà che accompagnò quel delitto. Perché ciò che è terribile non è morire: è finire, rassegnarsi, parlar d’altro. Arriva sul palco del Cassero Teatro a Castel San Pietro Terme l’ultimo lavoro di Roberto Citran, tratto dal libro di Claudio Fava “Nel nome del padre” (Baldini & Castoldi).

“Nel nome del padre” racconta la ribellione a quest'oblio, la rivolta contro la prudenza dei giusti, è il sofferto rammentare l'omertà che accompagnò quel delitto. Ed è anche una memoria rivolta a questo padre che se n'è andato senza sapere, senza capire cosa stava per accadere. Un modo per chiamarlo in causa, per condividere con lui il prezzo di questi anni senza gloria. Perché ciò che è terribile non è morire: è finire, rassegnarsi, parlar d'altro.

Appuntamento saabto 9 novembre alle 21. Per l’occasione sarà presenti il Presidio di Libera con materiale informativo, i prodotti di Libera Terra ed i gadgets dell’associazione.

Roberto Citran insieme a Vasco Mirandola forma il duo “Punto & Virgola” partecipando a numerosissime trasmissioni televisive. La sua carriera cinematografica è senz’altro legata a Carlo Mazzacurati col quale gira ben sei film tra cui “Il Prete bello” (candidatura ai nastri d’argento) e “Il Toro” (Coppa Volpi al Festival di Venezia). Lavora con registi come R. Tognazzi, F. Rosi, F. Archibugi, G. Campiotti, D. Marengo, M. Pontecorvo, A. Segre e moltissimi altri. In teatro lavora con Brachetti e Paolo Virzì. Diversi i suoi monologhi tra cui “Sentieri sotto la neve” di M. Rigoni Stern e “Ciao Nudo” racconti di infanzia tratto dall’omonimo libro pubblicato dalla Gallucci edizioni.