In tempi di decadenza anche il male perde la sua grandezza. Neppure gli scandali sono più quelli di una volta. Il Watergate, Gladio, i servizi segreti deviati, Primo Greganti, un gigante.

Oggi è roba da poco, noiosa perfino. Non si ruba, si rubacchia, suv nel Lazio, balocchi e profumi in Lombardia, notti magiche in Emilia Romagna. E pranzi, tanti, che la cucina italiana merita questo apprezzamento istituzionale.

Vanamente cerchereste un senso in quel che non ce l’ha, un ma, un però, un filo d’erba cui aggrapparsi.

Ci sono battaglie per cause perse che hanno cambiato il mondo, vittorie di Pirro rovesciate, nelle quali la sconfitta certa del presente schiude tuttavia le porte del futuro.

Qui niente, solo la causetta, che più persa non si può, del consigliere regionale Thomas Casadei, rimborsato di € 1 ( 50 cent + 50 cent) per le spese vive (mai termine fu più appropriato) sostenute per accedere a un wc.

Vorrete convenire che se c’è un bisogno meritevole di essere considerato è questo e bene fa la Regione a riconoscerlo.

Che poi l’esborso è solo in apparenza insignificante, suscettibile com’è di ingigantire in caso di cistite o, Dio non voglia, i dissenteria. L’episodio, in verità, sembra appartenere al filone della commedia degli equivoci. I furfanti sono altri. Propendo per l’errore.

Se così non fosse, uno che deliberatamente presenti a rimborso quella spesa ha bisogno di cure. Assidue, affettuose, costose. E, ahilui, non rimborsabili.

PS. La consorte del gran capo (Vasco Errani n.d.r.) ha detto che sono irriconoscente. E’ vero. Non mi riconosco in dirigenti che non ci fanno onore, nelle tessere fasulle, nei troppi silenzi. E Lei?

(guido tampieri)