Castel San Pietro Terme (Bo). Mancano pochi minuti alle nove di venerdì 8 novembre. Mentre attendiamo l'arrivo della senatrice Laura Puppato leggiamo le scritte che scorrono su di una lavagna luminosa appesa in fondo alla sala: “Dalla delusione alla speranza – Sono accusato perchè parlo con il M5S e sembra invece normale dialogare con il Pdl – Ridurre le speculazioni non è propaganda – Il partito delle possibilità – Per Jacopo Fo è il candidato ideale – Unico contro le larghe intese”. Parole di Pippo Civati.

Ma ecco che arriva la Puppato: non le solite strette di mano: solo abbracci e baci, soprattutto di donne, tante donne. Ora, dietro al tavolo dei relatori siedono Stefania  Pernisa, coordinatrice mozione Civati, Sara Brunori, sindaco di Castel San Pietro Terme e Laura Puppato. Solo poche parole di presentazione da parte della Pernisa ma significative: “Le cose cambiano cambiandole, sembriamo carbonari noi del comitato auto-costituito, dobbiamo cambiare il partito per cambiare il Paese, abbiamo riscontrato esatta corrispondenza di idee tra noi ed il programma di Pippo ed eccoci qua! Un applauso riscalda l'ambiente.

Ora in piedi il Sindaco Brunori che per prima cosa vuole ringraziare i ragazzi di Castel San Pietro, tutti nuovi alla politica ma così attivi e determinati ed il “Comitato di Imola per Civati”. questa sera presente (nei posti di prima fila intravedo Tonelli Dino Pietro). Ora è tempo di dichiarazioni e inizia indicando una sedia vuota, qua in prima fila, quella di una donna uccisa e la sua voce viene sommersa dall'applauso. Poi propone attenzione circa il peso sopportato dalle donne in questa crisi: troppo ampio il gap con gli uomini! Troppa poca determinazione verso l'applicazione della legge 194 dove si possono vedere i consultori praticamente smantellati: perchè? E che dire dell'applicazione della legge 40, quella della procreazione assistita: dobbiamo evitare di scoprire se la vita che nascerà sarà sana? E il testamento biologico, cosa faccio? Tengo un quaderno di nomi senza valore? Perchè si ha paura di parlare di questi temi? Occorre coerenza politica: non maggiore coerenza, ne occorre perchè ora non ce n'è proprio!
Se il Pd ha perso di credibilità è perchè ha detto cose che poi non ha fatto. Prima alleanza con Sel, poi Berlusconi. Abbiamo coniato il termine “doppiarie”: “I nostri elettori vengono chiamati solo per scegliere tra dei nomi. E da ultimo, ma non per ultimo: chi ha deciso di ‘darcela su’ dovrebbe salire sul nostro autobus”.
Tutte queste affermazioni sono sottolineate da scrosci di applausi, ma ora che ha terminato sono in molti che le si avvicinano e la vogliono abbracciare.

In piedi ora la Puppati: ha l'aspetto di una donna semplice e serena, un viso luminoso e uno sguardo che vede lontano. Nulla di formale nel suo abito, niente giacca grigia: solo una mantella di lana. Poche parole di ringraziamento per essere stata invitata poi si descrive: ” Sono stata per qualche tempo impegnata in una mia piccola azienda, poi ho deciso di cambiare la mia vita e di fare qualcosa per la mia città: una città nel destroso veneto, la più destrosa di tutte, ma con le idee ho vinto! Del mio programma ho fatto vangelo e l'ho mantenuto con puntiglio. Poi l'elezione al Senato: una grande emozione, un grosso impegno, tanta speranza e ora la delusione. Una delusione iniziata il 25 febbraio, quando ho dovuto constatare che ci siamo persi gli obiettivi e abbiamo venduto la politica: penso che se questi sono i primi colpi dovremo aspettarci cose grosse! Dichiara un po' di numeri: pago tutte le mie spese quando sono in giro per l'Italia, viaggi di politica, e mi rimangono tremilacinquecento euro: più che sufficienti per una vita dignitosa! Questa scelta fa parte della mia vita, della mia casa. Sapete che abbiamo numerosi impiegati pubblici che guadagnano più di Giorgio Napolitano? Le cose bisogna dirle, scriverle e poi farle! Mettere in fila le questioni poi non fare sconti a nessuno!”.
C'è qualcosa di diverso nel suo parlare, nel suo interagire e gesticolare, qualcosa che la rende diversa da tanti altri oratori ascoltati in precedenza: non ha coperture nè ombre. Non ne ha bisogno. Accusa ma si accusa di impotenza e dice che non si arrenderà.

“Ho visto, anzi non ho visto (sorride) troppe figure che non ci sono mai (in Senato) e che dovrebbero decadere: possiamo dire agli Italiani di essere onesti con gente come questa? Si deve fermare perchè la sala è in piedi e la applaude. A lungo. Non credo di aver sbagliato votando ‘NO’ agli F35: negli ultimi quattro anni ne abbiamo acquistati 92 di aeroplani di altro tipo: ci servono proprio? A chi servono? Non riesco ad accettare di essere condizionata, non è nella mia natura: dico no  a mediazioni al rialzo e tutte le mediazioni al ribasso sono mortali!”.
 Si interrompe e saluta qualcuno che è giunto ora in fondo alla sala: viene invitata al tavolo. Altri abbracci e baci con protagonista una giovanissima ragazza esile e con capelli scuri, ribelli: sorride e saluta. Ha due occhi neri, profondi, occhi di chi ha già visto tanto e quello che ha visto non è la cosa giusta. Occhi che non ti guardano ma ti scrutano, ti valutano. Non ho il piacere di conoscerla e decido di avvicinarla: mi scambia per un giornalista (dal blocco di appunti che tengo in mano e la macchina fotografica al collo) e mi invita in cima alle scale per non disturbare. Dice di chiamarsi Elli, Schlein di cognome, di far parte del gruppo “Occupy Pd”, ha manifestato all'assemblea nazionale: poi un fiume di parole dalle quali non traspare rabbia, ma determinazione. Le chiedo del suo futuro, di cosa immagina: mi risponde senza indugi che la sua lotta sarà dall'interno, perchè è la sola cosa che davvero mi convince! La ringrazio e torno nella sala.

Riesco così ad ascoltare le ultime frasi della Puppato, in risposta alle domande da parte del pubblico delle quali ha preso nota. La legge elettorale? “Era stata presentata alla Camera, dove abbiamo la maggioranza, poi è stata spostata al Senato per non forzare la mano al Pdl: non possiamo prendere in giro le persone!”.
 Due parole sulla Costituzione: “Ho molti dubbi circa i tempi troppo brevi e circa i possibili ulteriori cambiamenti  che si potranno apportare alla Carta in futuro. Non ci sto!”.
Da ultimo alcune parole sulla condizione femminile: “Occorre riflettere sull'importanza del lavoro femminile! dove e quando le donne vengono assunte, immancabilmente si devono sviluppare altri posti di lavoro: asili, mense, assistenza”. E la natalità? “Sapete che in Italia abbiamo un tasso di natalità di 1,2 e in Francia di 2,1? Questo significa che la nostra nazione sta invecchiando e che non ci sarà rinnovo. Sapete che siamo scesi sotto i 22 milioni di occupati su 61 milioni di abitanti e che in Germania lavorano 42 milioni su una popolazione di 81 milioni?” Sono dati che fanno paura! “Grazie a tutti voi”. Un mazzo di fiori spunta da un angolo, foto di rito con gli organizzatori poi saluti, abbracci, altri baci.

Tutta questa formalità nel finale stona, e molto, con le parole “contro” che abbiamo appena potuto ascoltare. Parole e frasi sentite davvero! Mi giro verso il pubblico: quante donne! E quanti giovani! Mi sento vecchio qua in mezzo, ma non è l'età che fa vecchi, è il modo di pensare e di vedere.
Fuori dal palazzo Bollini, in pieno centro di Castel San Pietro, fuori dalle cantine a volta in pietra a vista che ci hanno ospitato, ci accoglie la nebbia di novembre, ma sotto quelle pietre, là nelle cantine l'aria era fresca, profumata, sincera e limpida. Un'aria buona, nuova, di speranza! Devo correre a casa per verificare da chi mi è stata spedita la mail di invito a questa serata: possibile che mi sia pervenuta dal Pd Imolese? Possibile?

(Mauro Magnani)