Ricorrono quest’anno i 60 anni dalla morte di Antonio Graziadei, una delle figure più importanti dell’Imola moderna e contemporanea, sicuramente una delle maggiori del XX° secolo, nato a Imola il 5 gennaio 1873 e morto a Nervi il 10 febbraio 1953. Fu grande economista e politico di spicco italiano, noto per la sua militanza socialista tra ‘800 e ‘900, specie ad Imola ed in romagna, per essere stato uno dei fondatori del Partito comunista (con una “corrente” fondata insieme ad Anselmo Marabini) nel quale ebbe poi una militanza problematica, ma soprattutto come economista, per aver revisionato criticamente la teoria economica di Karl Marx con idee innovative e coraggiose.

In occasione dell’anniversario della sua scomparsa, si è costituito un Comitato Promotore per la ricorrenza, formato dal dott. Learco Andalò, operatore culturale, dal sottoscritto dott. Marco Pelliconi, storico e giornalista e dalla dott.ssa Alessandra Giovannini, giornalista, che ha organizzato una serie di iniziative pubbliche per ricordare la figura intellettuale e approfondire la riflessione sul suo pensiero, in particolare in due ambiti, Graziadei economista e Graziadei politico, che verranno approfonditi e sviluppati in due convegni grazie a ricerche originali affidate a studiosi dei diversi settori. Sono pertanto previste due giornate di studi, una ad Imola e una a Bologna, inoltre è intenzione del Comitato realizzare una pubblicazione con i saggi su Graziadei economista e Graziadei politico frutto dei due convegni previsti. Le iniziative intendono rivolgersi ad un vasto pubblico di addetti ai lavori o di semplici appassionati, soprattuto per “risvegliarne” la memoria nella città natale, che un poco lo ha dimenticato. Ma questo, purtroppo, è destino comune con altri figli della nostra Imola.

Antonio Graziadei faceva parte di una famiglia benestante e di antica nobiltà ferrarese che si era trasferita a Imola. Fin da giovanissimo, colpito dalla personalità di Andrea Costa, essendo fortemente interessato alle questioni sociali e politiche, si orientò verso le idee socialiste e, ad appena vent’anni, si iscrisse al partito socialista; si laureò poi alla Università di Bologna e si perfezionò come studioso di economia politica, poi ricoprì la cattedra di docente prima presso l’Università di Cagliari e poi presso a quella di Parma, sempre rimanendo in contatto con la città natale, dove fu anche consigliere comunale e sempre attivo nelle lotte per l’emancipazione dei lavoratori. Nel 1910, alla morte di Andrea Costa, gli subentrò alla Camera come deputato del partito socialista e fu rieletto a Montecitorio fino al 1926, quando il regime fascista lo privò della cattedra universitaria e ne decretò l’espulsione dal Parlamento. Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, in un periodo di movimenti rivoluzionari tra i quali la rivoluzione sovietica, Graziadei ritenne che si fosse aperta una fase di scontro di classe che richiedeva un partito e una azione politica diversa e, con Anselmo Marabini, promosse un movimento che venne denominato “La circolare”, legato comunque alla realtà del territorio imolese ed emiliano-romagnolo, chee nel 1921 aderì al partito comunista.

Graziadei, dunque, fu uomo politico ed economista. Quali il suo ruolo e la sua importanza? “In generale Graziadei fu una personalità ‘scomoda’, un politico ‘scomodo’ sia quando fece parte del partito socialista, forse ancor di più quando militò nel partito comunista, dal quale venne espulso nel 1928 con l’accusa che le sue tesi fossero ‘revisioniste’ e di ‘destra’ perché osava criticare Marx – ricorda Learco Andalò- . In realtà Graziadei, che è stato autore di molti e poderosi volumi e saggi, tentò di elaborare una teoria che spiegasse le vicende del mondo capitalistico del suo tempo e non rinunciasse alle critiche delle esperienze concrete del socialismo e del comunismo. Di notevole rilevanza furono le critiche alla teoria del ‘valore-lavoro’ di Marx, per le quali fu criticato dagli ‘ortodossi’: in realtà alcune sue intuizioni hanno il sapore della realtà contemporanea”.

Dunque, si svolgeranno in questo fine settimana due significative e qualificate manifestazioni che coinvolgeranno numerosi studiosi, istituzioni pubbliche ed organizzazioni con interessi culturali. Un seminario di studi avrà luogo nel pomeriggio del 15 novembre con la partecipazione diretta della Facoltà di economia della Università di Bologna presso la biblioteca della Facoltà, via Belle Arti 33, nel corso della quale i professori Tito Menzani, Giorgio Gattei e Mirco Carrattieri discuteranno della formazione e dell’evoluzione del pensiero di Graziadei e delle sue idee relativamente alla teoria del valore. Ad Imola, nella mattinata del 16 novembre si terrà un convegno presieduto da Angelo Varni nella sala conferenze della biblioteca comunale, dove verrà anche allestita una mostra con materiali e documenti del Fondo Graziadei e con prestiti che sono pervenuti per l’occasione. I professori Carlo de Maria, Roberto Scazzieri e Stefano Sylos Labini (il cui padre aveva partecipato ad un importante convegno ad Imola sempre su Graziadei diversi anni fa) si confronteranno sul ruolo di Graziadei nella storia del socialismo e del comunismo, sulle idee economiche di Graziadei e sulla evoluzione dell’economia oggi; il pronipote Antonio Manca Graziadei porterà un saluto ed un ricordo.

Gli organizzatori ci tengono a sottolineare che forse Graziadei non è stato ricordato a sufficienza in questi decenni, tuttavia evidenziano l’impegno di tanti enti, specie delle Fondazioni che operano a livello locale (Imola e Bologna), le quali non hanno fatto mancare un appoggio concreto ed economico che ha permesso di organizzare le due manifestazioni. L’impegno nella riscoperta e valorizzazione delle nostra storia e delle nostre radici è sempre importante e di attualità.

(Marco Pelliconi)