Imola. “La situazione era ampiamente degenerata, al capogruppo del Movimento 5 stelle Claudio Frati dico che possiamo discutere di regolamento ma non quando viene platealmente calpestato”. Sabato 16 novembre è stato il giorno della difesa della presidente del consiglio comunale Paola Lanzon dopo che, mercoledì 13 novembre, ha “disposto la continuazione della seduta a porte chiuse perché gli schiamazzi di buona parte del pubblico impedivano di continuare e dovevamo discutere ancora due delibere importanti per la città” con conseguente uscita delle minoranze dall'aula (a parte Giorgio Laghi di Imola migliore-Liberi a sinistra).

Ma il regolamento non prevede, in caso di rumore e frastuono da parte di chi assiste alla seduta, prima una sospensione e poi un tentativo di riprenderla prima di sospenderla definitivamente? “Avevo la possibilità di disporre una sola sospensione – spiega la Lanzon – e dopo, se tutto il frastuono fosse continuato come prima ed era facile aspettarselo, avrei dovuto forzatamente dichiarare chiusa la seduta. Non volevo farlo perché c'erano tanti argomenti all'ordine del giorno che interessavano pure le opposizioni. Avevo detto in conferenza capigruppo che potevo decidere la seduta a porte chiuse, se poi qualcuno arriva in ritardo e rimane solamente dieci minuti come Andrea Zucchini non è colpa mia. Ma ora la misura è colma, devo difendere l'istituzione del consiglio comunale e dalla prossima seduta ci saranno sempre due agenti della polizia municipale presenti. E' una cosa che non mi fa piacere, ma è necessaria. Spero che gli animi si calmino da parte di tutti, maggioranza, giunta e minoranza, cerchino di essere più zen, io pratico karate e ho un forte autocontrollo”.

Cosa significa ciò? “Il punto è che se, dopo due richiami fatti da me – ragiona la presidente dell'aula consiliare – un consigliere continuerà a urlare magari con un megafono, ne disporrò l'espulsione. La polizia municipale sarà presente pure per intervenire e fare uscire il pubblico in caso di nuove intemperanze gravi di molti cittadini con frasi minacciose quali “ti aspetto fuori, vieni qui”. Ho anche incontrato il Prefetto che mi ha dato importanti suggerimenti”.

E l'assenza oggi del vicepresidente Alessandro Mirri del Pdl? “Avevamo concordato insieme di convocare questa conferenza stampa, lui mi ha chiamato ieri e mi ha detto che ne condivideva i contenuti, ma che l'intervista del sindaco Daniele Manca a un quotidiano locale, con pesanti affermazioni su alcuni consiglieri comunali, gli impediva di essere presente. Infine, ho deciso di fare un po' di filtro riguardo le richieste da parte dei consiglieri sugli accessi agli atti. Se conterranno offese personali o richieste strane quali ad esempio se Francesca Degli Esposti abbia o meno la patente, le casserò. Da giugno di quest'anno abbiamo già ricevuto 85 richieste in aula e 86 interrogazioni a risposta scritta quando nel 2012 furono in tutto 2012”.

(Massimo Mongardi)