Imola. Dopo l'attacco della presidente del consiglio comunale Paola Lanzon, arriva immediatamente la replica delle opposizioni. “La Lanzon si mette in evidenza, se ce ne fosse ancora bisogno – scrive il capogruppo del Pdl Simone Carapia – di come intende il suo ruolo super partes di guida dei lavori del consesso imolese. Oltre a decidere in modo arbitrario se fare sedute a porte chiuse o meno, ora  stabilisce anche se la richiesta di un consigliere comunale deve essere espletata o meno andando anche contro il Testo Unico degli enti locali sui diritti dei consiglieri. Forse ci vorrebbe più sinergia con la Segretaria Comunale che conosce meglio leggi e regolamenti”.

Ancora più forte spara il capogruppo di Insieme si vince Andrea Zucchini: “E' bene che la signora Lanzon sappia fin d'ora che non basteranno due agenti della Polizia Municipale sempre in consiglio comunale: le consiglio di far ricorso all'esercito. Laddove infatti gli interessi degli imolesi vengano ancora sostituiti da interessi privati, usando una famosa espressione di un allora Presidente della Repubblica, le risponderò sempre: “Io non ci sto!”. Questa azione intimidatoria, o presunta tale, non mi spaventa e anzi rivolgo un appello alla cittadinanza imolese che poi farò anche sui social network affinchè partecipino in massa al prossimo Consiglio comunale per rendersi conto dello squallore e della pochezza politica di questi signori”.