Imola. Il prefetto Nicola Tranfaglia può andare in pensione tranquillo, o quasi. Il 18 novembre il sindaco Daniele Manca, la presidente del consiglio comunale Paola Lanzon e tutti i capigruppo consiliari lo hanno omaggiato per il lavoro svolto. Assente fra gli assessori, solamente Mirco Cantelli. Anche se oltre i discorsi di rito, un po' di fuoco sotto le ceneri delle forze politiche è rimasto. Soprattutto Andrea Zucchini di Insieme si vince ha ricordato: “Ho dovuto inviare al prefetto una lettera affinché tutti i gruppi potessero parlare e non solamente Manca e la Lanzon del Pd. Ahimè in questi ultimi mesi da parte dell'opposizione ci sono state segnalazioni alla Procura della Repubblica per episodi non chiari”. Dalla parte opposta, il capogruppo del Pd Marcello Tarozzi ha sostenuto che “noi abbiamo ricercato sempre il dialogo con le minoranze, ma abbiamo assistito a scene che hanno sporcato il consiglio comunale con la denigrazione dell'avversario. Chi continuerà in tal modo, perderà perché i citttadini lo contrasteranno”.

La veste del “pontiere” l'ha indossata solamente il capogruppo del Pdl Simone Carapia: “Non sono giorni facili per il nostro consiglio comunale, ci impegneremo a fare passi indietro sulle polemiche per farne avanti sui problemi della città. Il capogruppo del Movimento 5 stelle Claudio Frati si è limitato “ad auspicare che in futuro venga creato un coordinamento interforze fra quelle che devono tutelare l'ordine pubblico per mantenere alta l'attenzione sulla criminalità in una città sempre meno isola felice”.

In conclusione, Tranfaglia ha ringraziato tutti augurandosi che in futuro “ci sia meno spirito critico e meno reciproche recriminazioni pur nella naturale dialettica delle forze politiche”. E ha terminato con una battuta: “Quanti onori e quanti dolori per quella piazza (il lungo percorso per cambiare piazza Matteotti, ndr)”.

(m.m.)