Fra venerdì e sabato si chiude un percorso cominciato anni fa e che vedeva il condominio gestionale della Banca di Romagna fra le esperienze di Lugo, Faenza e Cesena. Durante l’estate, infatti, la Cassa di Risparmio di Cesena aveva detto chiaramente che, scaduto il periodo di ineguale convivenza (la Cassa di Cesena è sempre stato il soggetto forte, ma i vicoli iniziali imponevano scelte condivise) intendeva procedere alla fusione e quindi, in parole semplici, alla incorporazione degli istituti di Faenza e Lugo.

La reazione di questi ultimi, inizialmente, era stata poco collaborativa, nel senso che consideravano questo passaggio poco utile alla crescita e al radicamento della banca.

I presidenti delle Fondazioni di Lugo (Roi) e Faenza (Morini) avevano esplicitamente chiesto di riflettere con calma, ma da Cesena non sono arrivati segnali altrettanto concilianti.

E quindi la fusione sarà pienamente operativa nelle prossime ore.

Non è mancato, comunque, un piccolo colpo di scena: al momento finale i no alla fusione dovevano essere due (Roi e Morini), ma quando si è trattato di parlare soltanto Morini ha motivato il suo dissenso.

Maurizio Roi ha preferito cambiare silenziosamente idea.

(m.z.)