Imola. “Profonda amarezza per le affermazioni espresse nel comunicato, ove sono costruiti castelli di congetture e accuse su fondamenta di falsità che non possono essere minimamente dimostrate e  che esulano da una normale dialettica fra le parti, ma al contrario  gettano discredito su operatori e tecnici che cercano semplicemente di fare il proprio dovere a servizio dei cittadini”, inizia con queste parole il comunicato dell’architetto Michele Pasotti, responsabile area Infrastrutture e Verde di BeniComuni.
Pasotti, nel ribadire che lo scopo primario del servizio Verde è “quello di valorizzare e salvaguardare il verde pubblico e non certo quello di impoverirlo e che ogni volta che viene disposta la rimozione di un albero è con l'unico obiettivo di evitare situazioni pericolose e quindi di tutelare la sicurezza dei cittadini”, rigetta come “falsa oltrechè ridicola l'affermazione che questi uffici stiano ordendo un fantomatico piano di distruzione del patrimonio arboreo. E' fortemente e pretestuosamente ambigua l'affermazione che negli ultimi anni gli alberi abbattuti siano migliaia: certo che sono migliaia se parliamo di un arco temporale pluridecennale, peccato che siano molti di più quellli ripiantati nel corso degli stessi anni e che il Consigliere si ‘dimentica’ di citare. E' del tutto falso inoltre sia che gli alberi in abbattimento nei parcheggi  venga determinato dalla volontà di diradare il verde, sia che l'abbattimento  serva per creare nuovi parcheggi: ho già scritto nel precedente comunicato che tali alberi verranno ripiantati in ogni situazione possibile (alcuni dovrebbero crescere sotto la chioma degli altri più grandi ed avrebbero vita brevissima). L'unica motivazione agli abbattimenti è data dalla tutela dei cittadini che accedono ad aree pubbliche in quanto questi alberi presentano forti indicatori di patologie importanti che portano ad un pericolo probabilmente concretizzabile a breve tempo, checchè ne dicano gli esperti interpellati dal Consigliere che non si sono neanche presi il tempo  di visionare le analisi effettuate”.

Passotti chiarisce anche che gli alberi tagliati “vengono portati in discarica: la ditta faentina a cui allude presumibilmente il consigliere non ha mai avuto l'incarico di effettuare abbattimenti isolati ma in casi di gruppi di abbattimenti in foresta, come quest'anno sul lungofiume ha effettuato l'abbattimento in cambio di soli 30 euro a pianta  e del recupero del materiale che poi lavora  per la produzione di cippato per biomassa, che poi rivende a centrali private che nulla hanno a che fare con Hera. Basterebbe chiedere a chi fa attività di questo tipo se è disponibile a farlo per questa cifra per capire che al contrario di quanto affermato dal Consigliere il guadagno per i cittadini imolesi è doppio; spendono quasi nulla per l'abbattimento e nulla per lo smaltimanto”.

“I nostri tecnici sono comunque sempre a disposizione per chiarimenti e documentazioni relativamente agli abbattimenti ma anche alla attività di  controllo e mantenimento che viene costantemente effettuata – continua Pasotti -. Il consigliere dichiara di avere richiesto un fascicolo di tutti gli abbattimenti; è falso; ha chiesto l'archivio degli abbattimenti degli ultimi 5 anni. Gli è stato risposto che un archivio di questo tipo non esiste, semplicemente perchè oltre a non esserci alcun obbligo normativo non se ne comprenderebbe l'utilità nel tempo. Le limitate risorse disponibili sono concentrate a monitorare gli alberi vivi piuttosto che a conservare i registri di quelli abbattuti. Se pertanto ci viene chiesta la documentazione per una abbattimento avvenuto in un arco temporale di alcuni mesi, siamo in grado di produrla; se viene chiesta la documentazione di tutti i vecchi abbattimenti di 5 anni fa questa non c'è più. Da ultimo una annotazione; io sono fermamente convinto che il consulente incaricato abbia fatto un buon lavoro e che gli abbattimenti che ha prescritto siano dovuti per la sicurezza dei cittadini; però se il Consigliere Zucchini è in grado di trovare qualcuno (professore universitario o esperto della materia che sia) che è disponibile a sottoscrivere una perizia in cui dichiara l'esatto contrario sono più che felice di lasciare gli alberi al loro posto, a patto però che se ne assuma anche ogni responsabilità civile e penale”.