La violenza contro le donne è tra i crimini più odiosi. Colpisce persone inermi, ne sfigura la dignità. E spesso gode di un brodo di cultura fatto di sorrisini e di frasi maliziose che poco si adattano alla gravità della violenza. In questi anni la Regione Emilia-Romagna ha fatto tanto sia per la prevenzione, sia per il sostegno a chi, purtroppo, sia rimasta vittima. Collaborazione con i centri antiviolenza, con le forze dell’ordine e la magistratura. Impegno a sensibilizzare la popolazione a fare quello scatto di maturità che serve a preservare sempre e comunque la dignità umana. È un lavoro forte che si interseca con altre attività svolte dalla Regione sul tema sicurezza e legalità.

Infatti, da qualche mese a Cervia, in provincia di Ravenna, è attivo un casa di rifugio per donne vittime di violenza realizzata all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata e che, all’interno dell’attività prevista dalla legge regionale 3 del 2011, è stato riconsegnato alla collettività grazie anche al lavoro della Regione insieme al Comune. Il progetto ha previsto il recupero, con interventi di ristrutturazione e allestimento, di un alloggio  dove ora trovano rifugio le donne vittime di violenza: il costo totale ammonta a 75 mila euro, il contributo regionale a 52.500 euro.

Il progetto comprende, inoltre,  un servizio di reperibilità in orari serali e giorni festivi, per consentire alle donne vittime di violenza di entrare in contatto con le operatrici di Linea rosa e di essere ricevute nei centri di prima accoglienza di Ravenna, Cervia e Russi, attraverso l’istituzione di un numero telefonico a disposizione del Pronto soccorso, dei servizi sociali e delle forze dell’ordine, che attivi uno staff di operatrici del centro. Sono previsti anche corsi di formazione per il personale operativo di Polizia e assistenza sociale, coinvolto in situazioni che riguardano la violenza sulle donne, e corsi di autodifesa rivolti al sesso femminile. La collaborazioni tra istituzioni e associazioni di volontariato si conferma così molto importante perché nessuno resti solo, perché la parte più fragile della società sia sempre messa in condizioni di far valere i propri diritti.

(Simonetta Saliera – Vicepresidente Regione Emilia Romagna)