Imola. Un Baccanale di successo, non c’è che dire. Nemmeno la pioggia e il freddo di domenica 24 novembre, ultima giornata, non hanno fermato l’affluenza di pubblico, che è stato premiato da “incontri” con prodotti enogastronomici e avvenimenti culturali di alto livello.

“Bacco in cucina. Vino da bere, vino da mangiare” è stato il tema, azzeccato, dell’edizione 2013. E non è stato facile scegliere tra i tanti appuntamenti previsti.
Prendiamo ad esempio proprio l’ultima giornata. Come resistere, ad esempio, ad un piatto fumante di tagliatelle con il ragù di rigaglie di pollo romagnolo o al pollo arrosto cotto nel sangiovese, tutto di stretta provenienza autoctona romagnola, preparati dai cuochi dell’Arvar (Associazione razze e varietà autoctone romagnole), nell’ambito dell’iniziativa “Cucinare con il vino: l’aia nel piatto”, andata in scena per tutta la giornata nel mercato ortofrutticolo?
Come non soffermarsi a degustare assaggi di olio di ottima qualità presentato da vari produttori dell’Emilia Romagna, nell’ambito di Olimola, che sabato e domenica ha messo in mostra la filiera olivicola del territorio imolese con stand dedicati a cenni storici, ambientazioni, realtà produttive, tecnologia, ricerca e innovazione, con la mostra mercato dell’Olio Extra Vergine d’Oliva proveniente da diverse zone di produzione dell’Emilia-Romagna, con degustazioni ed assaggi in collaborazione con l’Associazione regionale produttori olivicoli, l’Istituto tecnico agrario “Scarabelli-Ghini”, la società agricola Rossi – Frantoio Imolese.

A questo proposito vanno ricordati i grandi passi in avanti compiuti nel territorio imolese nel settore della coltivazione e produzione di olio di oliva, con aziende di primo piano come la società agricola Rossi – Frantoio Imolese, l’agriturismo Sapori d’Imola, che con l’olio delle colline di Imola denominato “Tivolio” è risultato primo classificato al concorso “Il Novello di Romagna 2009” extravergine di oliva di qualità, o ancora aziende di nicchia come quella di Giovanni Bettini. In tutto questo da segnalare la presenza molto importante dell’Istituto agrario Scarabelli, presente a Olimola con l’olio prodotto nei 4.000 metri quadri di oliveto, con piante con un’età media di 11 anni, posto nella zona più vocata dell’azienda, nella parte più alta, per evitare i ristagni di aria fredda. “Il nostro è un oliveto sperimentale, realizzato in collaborazione con il Cnr. Ogni fila è di varietà diversa e ne sono presenti ben undici. Il Cnr ne segue gli sviluppi, allo scopo di individuare le varietà più vocate, ovvero monitorare quelle che sono le migliori resistenze alle criticità che il nostro clima presenta” spiega Fausto Ravaldi, vice preside dell’Istituto “Scarabelli”.
Gli studenti dell’istituto agrario seguono le fasi di potatura e di raccolta delle olive, che poi vengono ‘molite’ nel Frantoio Imolese dell’azienda Rossi. Quest’anno con una produzione di 11 quintali di olive, sono stati prodotti poco più di 200 litri di olio che poi viene distribuito fra le famiglie degli studenti e gli insegnanti.

Valorizzato il patrimonio storico-artistico
Anche in questo fine settimana conclusivo il Baccanale ho portato alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino, a cominciare da edifici di grande pregio, come Palazzo Tozzoni, che ha visto il successo delle visite guidate nelle cucine e nelle cantine (vedi foto), e come il museo di San Domenico, coinvolto per la prima volta in questa  edizione del Baccanale sia con il XX Banco d’Assaggio dei vini dell’Imolese la scorsa settimana sia con le visite guidate alle opere attinenti al tema della manifestazione. Ottima anche l’idea di offrire, sempre per la prima volta, l’ingresso gratuito nei musei civici a chi prendeva parte alle iniziative di “Cantine in tavola… e a tavola in cantina”. A proposito di questa rassegna, da segnalare che alcune aziende vitivinicole hanno registrato la presenza di comitive giunte in pullman anche dal Veneto e di gruppi di turisti dal Trentino. Da traino per le presenze da fuori territorio hanno giocato con successo, ancora una volta, anche le scuole di cucina e i “menu del Baccanale” proposti da una cinquantina di ristoranti di Imola e dei Comuni limitrofi.

Il valore della manifestazione
Insomma, un Baccanale che nel valorizzare le proprie radici, guarda sempre più ad un contesto non soltanto regionale, ma se possibile nazionale, con la consapevolezza che la qualità dell’offerta imolese, in termini di eccellenze enogastronomiche e artistico-culturali merita di essere pienamente valorizzata e promossa.
Non a caso, l’assessora alla Cultura e promozione della Città , Elisabetta Marchetti, nel tracciare un primo bilancio della manifestazione, commenta: “Anche questa edizione ha riconfermato il valore del Baccanale, un appuntamento che ogni anno riesce sia a rinnovarsi, come dimostra l’utilizzo del museo di San Domenico per il XX Banco di Assaggio dei vini dell’Imolese, con un migliaio di persone, fra cui molti giovani, che vi hanno preso parte nelle tre serate, sia valorizzare i nostri prodotti. Il cibo è una forma di linguaggio che delinea il nostro rapporto con il mondo e significa cultura, tradizioni, turismo ed economia”.
Non ci rimane, allora, che dare appuntamento al Baccanale 2014.