Imola. Dopo un 2013 nel buio pesto della crisi, all'orizzonte c'è un 2014 che dovrebbe riservare qualche timida nuvola rosea. Almeno per certi settori dell'Alleanza delle cooperative italiane il cui presidente Sergio Prati il 26 novembre ha presentato il rapporto congiunturale prendendo un campione di 53 aziende su 115 rappresentative del 93% del fatturato totale. Naturalmente, ci sono ancora diminuzioni di fatturato e di soprattutto di investimenti consistenti specialmente nel ramo delle costruzioni alla Cesi dove Vanes Galanti non è più direttore generale da un mese e mezzo (il presidente Baroncini sta coordinando questa fase in attesa di trovare una figura in grado di sostituire il direttore) e delle coop che producono arredamenti in legno come la 3Elle oltre ai problemi ormai cronici della Coop Ceramica mentre chi invece da tempo si è sviluppato nelle esportazioni (soprattutto Sacmi e Cefla) sta ottenendo discrete performance e contribuisce a mantenere le coop come vere spine dorsali del territorio imolese.

Ma veniamo ai numeri. I soci aumentano soprattutto grazie alle coop di consumo con un più 2,22% rispetto al 2012 per un totale di 73.015, l'occupazione diminuisce dello 0,89% per quella fissa e dell'1,73% considerando tutte le tipologie di contratto, un dato dovuto al calo del fatturato del 3,94% mentre l'export è in controtendenza con un più 4,16% sul 2012. La botta negativa è un meno 49,36% negli investimenti ammontanti a 31,82 milioni di euro. Nel totale di codesti dati la parte del leone, come sempre nel circondario, la fanno le coop industriali. Analizzando i restanti settori, le coop di abitazione mostrano una ripresa del fatturato con +34% rispetto al 2012 ma con un calo degli occupati del 39%. Per le coop di consumo c'è una diminuzione del fatturato dell'1,51% con cambiamenti negli acquisti sia dal punto di vista quantitavo sia qualitativo con una contrazione dei margini significativa che permette di supportare le fasce sociali più colpite dalla crisi e ciò comporta inoltre un risultato positivo dell'1,79% sull'occupazione. Dati tutti negativi, a parte un'occupazione stabile, per il settore Servizi e Cultura pur molto eterogeneo nei quali è difficile scovare le reali e diverse cause. Al contrario, il settore Agroalimentare, con l'entrata di aziende significative di Confcooperative, fa registrare segnali positivi con un +2,89% di fatturato, un ottimo +14,94% di export e di occupazione complessiva con un più 4,68% mentre diminuiscono decisamente gli investimenti. Infine il Sociale dimostra di essersi consolidato con un 1% in più di fatturato e un segno positivo anche nell'occupazione.

E le previsioni per l'anno che verrà? Sempre su un campione molto valido, i 3/4 delle coop intervistate ritengono che il proprio fatturato resterà stabile, il 6% lo vede in crescita e il 20% in diminuzione ma nel 2012 erano molti di più quelli che vedevano l'orizzonte solamente nero. I problemi, al solito, sono una difficoltà di accesso al credito sempre più alta e, una cosa denunciata più volte da Prati, “il fatto che in un periodo di crisi esistano ancora un 9% di aziende che hanno difficoltà a reperire personale qualificato in particolare nel settore tecnico. Sarà comunque importante che rimangano gli ammortizzatori sociali perché al primo posto bisogna sempre tenere in vita le imprese, dopo viene tutto il resto”.

In ultimo, la storica Galeati che versa in grave difficoltà vede, secondo il presidente dell'Alleanza “una grande responsabilità dei lavoratori anche se fino ad ora non si è formalizzata una cordata per rilevare l'azienda. Noi potremmo avere un ruolo marginale nei confronti di soggetti che vogliano assumerne la guida”.

(Massimo Mongardi)