Imola. I carabinieri hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere, nei confronti di un 54enne, nato in Jugoslavia e residente a Bologna e un 53enne, nato a Palermo e residente a Imola e una agli arresti domiciliari per un 25enne, nato ad Avola e residente a Bologna. I tre sono ritenuti  responsabili di tentata rapina aggravata. Il provvedimento, emesso dalla dott.ssa Antonella Guidomei, Gip presso il Tribunale di Ravenna, scaturisce dalla richiesta avanzata dal dott. Roberto Ceroni, Pm presso la Procura della Repubblica di Ravenna. I fatti risalgono alla sera del 4 giugno 2012, quando tre persone, di cui una armata di coltello e tutte col volto travisato da sciarpe e passamontagna, al fine di procurarsi un ingiusto profitto, decisero di rapinare il Lidl di via Bignani a Lugo, ma dovettero desistere perché un commesso aveva reagito alle percosse dei malviventi. La vittima, soccorsa dai sanitari del 118, ricevette 10 giorni di prognosi per contusioni agli arti e al volto. I tre soggetti fuggirono a bordo di una Fiat Marea e una Mercedes SLK che avevano parcheggiato nei pressi dell’esercizio. Un cliente che era appena uscito dal supermercato assisteva impotente alla scena, vedendo i due veicoli dileguarsi a forte velocità.

La svolta nelle indagini è arrivata il mese dopo, quando gli investigatori dell’Arma, indagando su un episodio analogo accaduto a luglio 2012 a Bologna, allorquando veniva perpetrata una rapina ai danni del supermercato Coop di via Casciarolo. L’attività investigativa permetteva di apprendere che uno dei quattro autori era il gestore di una pizzeria del capoluogo che il mese precedente aveva commesso un’altra rapina ai danni di un supermercato dell’Emilia Romagna che poi è risultato essere il Lidl di Lugo. In effetti, il commerciante, identificato nel 25enne bolognese, aveva in uso una vecchia Mercedes modello Slk e di tanto in tanto frequentava il 53enne di Imola. Ulteriori approfondimenti info-investigativi hanno permesso di ricostruire la dinamica dei fatti ed attribuire la responsabilità del reato, commesso ad aprile, ai tre soggetti, tutti noti alle forze dell’ordine per i loro precedenti per reati contro il patrimonio e la persona. I due cinquantenni sono stati condotti presso la casa circondariale della Dozza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria mandante del provvedimento.