Caro Direttore,
a seguito del parere favorevole espresso dall’Asl riguardo l’installazione di un impianto di telefonia mobile in via Andreini, ritengo doveroso dare una serie di informazioni.
 
È stato detto che i nuovi impianti serviranno a migliorare il “traffico dati” e, così espresso, sembra una cosa molto seria: in realtà la quasi totalità dei “dati” consiste in messaggini e foto che gli adolescenti si scambiano su Facebook tramite “I.pod”… non sembrano cose che giustifichino un aumento del rischio della popolazione residente!  

Il ripetitore verrebbe montato a 20 – 30 metri dal “Palazzetto dello sport” di via A.Volta dove – ogni giorno – scolaresche di tutta Imola vengono, portate dai pullman del Comune, a svolgere esercizi di educazione fisica, dove settimanalmente si svolgono allenamenti di varie discipline sportive, gare di basket e altre esibizioni aperte al pubblico e dove, periodicamente, si svolgono eventi ludici sia di imolesi che di extra-comunitari: il tutto con la partecipazione di centinaia di persone, tutto questo è fin troppo facilmente verificabile!

La zona inoltre è densamente popolata: cito l’esempio del numero civico 10/B di via Volta, dove abitano 12 famiglie con sei bambini di età compresa fra gli uno e dieci anni più altri due regolarmente portati in custodia ai nonni: il ripetitore verrebbe a trovarsi a circa 40 metri da loro! In via Casoni, subito dietro le case di via Volta, c’è scuola materna con varie decine di bambini.

È stato espresso parere negativo in via Marconi essendo zona “densamente popolata” e non si capisce bene perché, nelle vie Volta e Andreini la situazione possa considerarsi diversa. Personalmente seguo i problemi riguardanti l’elettrosmog da almeno 20 anni e mi scontro sempre con la non conoscenza del problema, con pubblici amministratori che mercificano la salute e col “modus operandi” dell’Arpa che preavverte il Gestore prima di venire a fare eventuali controlli su richiesta.
Per un gestore, è più economico aumentare la potenza di un solo impianto anziché mettere molti piccoli ripetitori ed è facile ricondurre l’impianto entro i parametri originali se avvertiti del controllo.  Bastano cinque minuti”. Praticamente – dopo il montaggio dell’impianto – non c’è più difesa e si può solo svendere la casa.

Posso anche aggiungere che il valore legale di 6Volt/metro è stato adottato senza uno studio approfondito della casistica: se è innegabile che esiste un rapporto fra “causa ed effetto”, nessuno ha mai stabilito parametri certi sull’entità della dell’effetto, ma c’è di più! L’effetto dell’elettrosmog è direttamente proporzionale al “quadrato” della tensione perciò passando, ad esempio, da 3 a 6Volt/metro, il rischio non raddoppia bensì diventa quattro volte maggiore! Un minimo di “sforamento” oltre i 6Volt/metro aumenterebbe il rischio fino a raddoppiarlo!

Se verrà installato l’impianto – un traliccio di 30 metri, come un palazzo di 10 piani – ci guadagneranno il Comune con l’affitto, l’Hera vendendo energia, gli adolescenti che potranno più velocemente divertirsi su “Facebook” e l’Inps che pagherà qualche pensione in meno. Ci rimetteranno tutti gli abitanti della zona che avranno i loro immobili svalutati, un eco-mostro davanti a casa, uno spazio pubblico in meno e la salute loro e dei figli sicuramente più a rischio di quanto non lo sia adesso.   
(Gian Franco Bonanni, presidente del Comitato a tutela dei diritti)